«Cari sì, ma c’è un perché. Per chi fa il portoghese pagano tutti gli onesti...»

«Cari sì, ma c’è un perché. Per chi fa il portoghese pagano tutti gli onesti...»

«Caro polizze, è vero. Ma una polizza è basata sulla mutualità, non si deve imbrogliare le assicurazioni», ricorda l’agente generale di Allianz Antonio Lazzarelli. «Paghiamo tanti sinistri e tanti sinistri fasulli». Non andrebbe, invece, dimenticato che la polizza obbligatoria serve a tutelare le vittime. Perché, allora, non remare tutti nella stessa direzione? Si potrebbe iniziare a installare quelle “scatole nere” che consentono di tracciare tutti i percorsi dell’auto e di controllare il verificarsi di incidenti lanciando oltretutto un Sos in caso di bisogno. Molte persone hanno acconsentito all’installazione della scatola nera e hanno avuto anche uno sconto sulla polizza. Si tratta di uno strumento che controlla l’assicurato, non c’è dubbio: questo è l’obiettivo per evitare sinistri fasulli e accordi tra guidatori imbroglioni che credono che beffare un’assicurazione sia quasi un bene e non produca costi aggiuntivi che ricadono poi su tutti. Se non si ha niente da nascondere, avere montata sulla macchina la “scatola nera” è un modo utilissimo per ricevere aiuto in caso di bisogno. Nella sfortunata eventualità di essere vittime di un incidente, infatti, l’apparecchio installato sull’auto lancia l’allarme e il proprietario del mezzo viene contatto telefonicamente per sapere se sta bene e se ha bisogno d’aiuto. Se l’interessato non dovesse rispondere, scatta automaticamente il pronto intervento e i soccorritori arrivano sul posto. La scatola nera non è, dunque, un ostacolo, ma un ausilio, un aiuto concreto. Eppure sono ancora molte le persone che non vogliono installare questa apparecchiatura. Mentre sarebbe auspicabile che la scatola nera fosse messa di serie su tutte le auto, come avviene in altri Paesi europei. Emilia Morlacchi, agente Agenzia Generali Varese Valceresio, afferma che «esistono delle maggiori difficoltà nel mantenimento dei clienti Rca da quando non esiste l’obbligo di disdetta, ma non sempre le proposte online sono competitive o, alla fine, vengono scelte». Dalla sua visuale, è ancora frequente il passaggio in agenzia e l’affidarsi ad esperti del settore. «Attualmente il cliente usa internet per raccogliere informazioni ma esiste ancora la tendenza a sottoscrivere il contratto in Agenzia. Infatti il mercato delle polizze online riguarda, ancora, una ristretta tipologia di clientela». Segno di una fiducia che aiuta il settore.Ci sono, però, molte persone che, causa la crisi e la mancanza di soldi, non assiurano il mezzo che, comunque, utilizzano. E qui la partita si fa difficile ed è dolente. Il Fondo vittime della strada «è alimentato dalle Compagnie assicurative», ricorda Lazzarelli (Allianz). Un fondo che interviene solo sui danni fisici e che cerca di tamponare la situazione anche nel caso in cui chi causa il sinistro fugge e si rende irreperibile. Ma nel 2015, ad esempio, nel mese di luglio era già esaurito. Meglio sapere che, con un piccolo sorvrapprezzo, è possibile coprirsi da danni prodotti da un terzo non assicurato o che fugge e non si riesce più trovare. Un comportamento, questo, che non dovrebbe mai verificarsi.


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