La Nazionale non vale un permesso

La Nazionale non vale un permesso

Solo il 4% esce dal lavoro per la partita: lo dice un sondaggio realizzato da Openjobmetis

La partita di questa sera dell’Italia contro la Germania, valida per i quarti di finale del Campionato Europeo di calcio si giocherà alle 21, quindi in un orario in cui soltanto solo alcune categorie di persone saranno al lavoro, ma quanto i lavoratori italiani sono disposti a prendere permessi o ferie pur di non perdersi una partita della nazionale allenata da Conte?

A chiederlo, attraverso un sondaggio tra le più importanti agenzie per il lavoro in Italia, è stata la varesina Openjobmetis, agenzia per il lavoro con sede a Gallarate. Il risultato è stato piuttosto sorprendente, considerando la passione degli italiani per il calcio e soprattutto per la nazionale. Quasi un migliaio di utenti, per il 73% composto da under 40, ha partecipato al sondaggio, dal quale è emerso che la maggioranza dei lavoratori è poco propensa a “sacrificare” il proprio lavoro per seguire gli Azzurri di Conte. Il sondaggio promosso da Openjobmetis ha coinvolto un bacino di utenza ben distribuito a livello nazionale e suddiviso quasi equamente dal punto di vista del genere, con il 57% dei votanti di sesso maschile. Forse che la nazionale emozioni meno i lavoratori italiani rispetto agli anni scorsi? Il 46% degli utenti ha risposto in maniera perentoria «di non essere interessato a questo evento» e quindi men che meno disposto a prendere permessi o ferie per seguire le partite dell’Italia in televisione. C’è poi un 35% di votanti che pur essendo interessato alle partite degli Azzurri, non è un tifoso accanito tanto da richiedere permessi per assentarsi dal lavoro.

Solo il 15% dei lavoratori che ha partecipato al sondaggio Openjobmetis esterna il proprio desiderio ad organizzarsi con i colleghi per guardare insieme le partite durante gli orari di lavoro o al loro termine. Soltanto un esiguo, ma agguerrito, 4% di lavoratori votanti si è dichiarato “disposto a tutto” pur di non perdersi nemmeno una partita della nazionale italiana di calcio, che nel girone eliminatorio e negli ottavi di finale ha giocato in orario lavorativo.


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