La sfida. Ripartire con occupazione
Francesco Maietta, responsabile dell’area politiche sociali del Censis. (Foto by Varese Press)

La sfida. Ripartire con occupazione

L’analisi - Dal Censis progetti e idee per immaginare la Varese del futuro dopo gli anni di crisi economica

Il meccanismo virtuoso per riprendere quota? Sta tutto in un mix che mette insieme capacità competitiva e di penetrazione sui mercati, ma anche creazione di nuova occupazione e coesione sociale. È la formula che viene fuori da una nota sintetica curata dal Censis sulla realtà economica e sociale del nostro territorio, presentato settimana scorsa durante #ilsognocheVa, laboratorio di idee e progetti per immaginare la Varese del futuro messo sul piatto da Rosario Rasizza, ad di Openjobmetis.

Economia e fiducia

Le parole della nota sono chiare: «L’economia e il tessuto di imprese locali indicano una formidabile corazzata, così come la capacità di export, e tuttavia non si può non prestare un’attenzione particolare a tutto il tema della creazione di lavoro e, in parallelo, della vitalità imprenditoriale da promuovere». La sfida globale chiama in causa tutti e chiede risposte. «Malgrado la scure della crisi - si legge ancora nel rapporto commentato durante la serata dal professor Francesco Maietta - è a tutt’oggi elevata la forza economica dei soggetti locali, incluse le famiglie. Un benessere economico costruito nel lungo periodo, che ha consentito di tenere nella crisi e che oggi è al cuore delle strategie di autotutela e rassicurazione fai da te in un contesto dominato da incertezza e percezione di non avere le spalle coperte». Ad essere decisivo per il futuro appare soprattutto il clima sociale. «Molto dipende dal fatto che le famiglie tornino a sentire una minore incertezza uscendo dalla elevata propensione al cash cautelativo. E’ questa una dimensione di psicologia collettiva decisiva, perché senza una maggiore percezione di sicurezza individuale e collettiva sarà difficile vedere lievitare nuovi investimenti e, quindi, sarà problematico mettere in movimento la pur rilevante disponibilità patrimoniale delle famiglie». Ad oggi però sembrano vincere l’incertezza e la paura.
L’obiettivo per i prossimi anni è chiaro: chi fa impresa dovrà stare dentro alle dinamiche più nuove e innovative per competere al meglio e assicurare crescita. Qui i fronti aperti non mancano e vedono il Varesotto sicuramente in prima linea: si va dalla sfida legata al Nuovo Made in Italy, trainato dalla domanda da parte dei Paesi emergenti, fino a tutto il settore dei consumi legati alla digital life. A ciò si deve aggiungere che a vincere saranno le nicchie di eccellenza e l’apertura al mondo, anche questi fronti sui quali le imprese del territorio hanno da sempre saputo dare il loro contributo attraverso la grande capacità di dimostrarsi flessibili rispetto alla domanda e capaci di affrontare nuovi mercati. Ma la ricetta contenuta nel rapporto apre anche nuovi orizzonti: per il Varesotto, pur restando determinante il manifatturiero gli occhi dovranno essere puntati anche altrove. Gli esperti, nel rapporto Censis, hanno indicato la ricetta: «Dai servizi legati al benessere e alla qualità localistica della vita, fino al turismo e alle nuove abitudini di vita, soprattutto in relazione alle straordinarie opportunità che crea l’Ict applicato massicciamente nella vita individuale e collettiva».


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