«A 42 anni ero un disoccupato  A 43 sono il vetraio della Mela»
Walter Camarella nel “cuore” dei suoi iPhone, quelli che gli hanno consentito di costruirsi una nuova vita

«A 42 anni ero un disoccupato

A 43 sono il vetraio della Mela»

Walter Camarella lavorava a Malpensa. La crisi ha stravolto la sua vita. E lui è ripartito. «Ho iniziato a riparare smartphone». Oggi ha la partita Iva e ha ”sconfitto” i cinesi

VARESE - Si chiama Walter Camarella, ha 43 anni ed è “il vetraio della mela”. Walter lo scorso ottobre è entrato far parte dell’esercito dei disoccupati: per anni ha lavorato all’interno dell’aeroporto di Malpensa. Poi la crisi economica ha stravolto la sua vita. Ma lui non si è perso d’animo e nel giro di un anno si è reinventato.
Oggi Walter ha una sua partita iva e ripara smartphone e tablet. «Quella per la tecnologia in generale è sempre stata una mia passione - racconta - Così, ho pensato di cavalcare l’onda e imparare a riparare smartphone e tablet. Ho iniziato smontando e sostituendo pezzi nel mio smartphone e in quello di amici e ora sono un vero professionista».

Meticoloso, preciso, puntuale. Queste le principali caratteristiche del lavoro svolto dal “vetraio della mela”. Sì perché sono principalmente gli iPhone e gli iPad i “pazienti” numero uno di Walter. Ma anche Galaxy, Samsung e tablet di marchi differenti.
«Diciamo che la nota positiva di Apple è quella che sul mercato è possibile trovare pezzi di ricambio a prezzi contenuti. C’è già chi mi ha contatto per cambiare il vetro di un iPhone 6. Non si può dire lo stesso di Samsung, dove i modelli sono tantissimi e i ricambi costano molto». Un lavoro minuzioso, svolto in un laboratorio ricavato sotto casa e attrezzato con tutte le strumentazioni necessarie.
Ma perché rivolgersi al “vetraio della mela”, quando le nostre città spopolano di negozi cinesi che svolgono lo stesso lavoro? «La soluzione può sembrare banale, ma i pezzi di ricambio da me utilizzati sono di alta qualità: i migliori disponibili sul mercato e i prezzi sono leggermente superiori al classico negozio cinese o a quelli proposti dalla persona che lavora in casa in nero».
In realtà, la differenza di costi si aggira intorno ai dieci euro. Investire su pezzi di ricambio di qualità è la prima cosa da fare. «Un pezzo di scarsa qualità dopo qualche mese potrebbe dare problemi: ad esempio, un schermo per iPhone da 20 euro comprato su ebay sicuramente al posto del vetro temperato avrà un pezzo di plastica, quindi non proprio compatibile con il dispositivo».

Per avere il meglio in circolazione, Walter ha preso contatti con fornitori italiani, ma anche con una grossa azienda cinese che produce pezzi di ricambio per Samsung e Apple.
«Li ho contatti e abbiamo trovato un accordo. Periodicamente invio loro un ordine sostanzioso via mail e nel giro di una settimana ricevo la consegna».
Intuendo che quello della riparazione di smatphone e tablet è un mercato emergente, Walter ha deciso di creare un network di punti vendita sul territorio: attività già esistenti e di nuovi riparatori. Un’opportunità anche per i negozi “ospitanti” di integrare la propria attività.
I primi che hanno creduto in questo business sono il Varese Copy di viale Borri e il Sid Bijuoux di Azzate, venditore di sigarette elettroniche. Inoltre, “il vetraio della mela” ha creato un sito (i-mania.it) sul quale è possibile trovare pezzi di ricambio per i propri “gioiellini” di alta qualità, accessori e smartphone e tablet usati.


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