L’auto sicura ha un prezzo. E il low cost ha i suoi rischi

L’auto sicura ha un prezzo. E il low cost ha i suoi rischi

Inutile dirlo, c’è chi se ne approfitta. Le soluzioni? Scatole nere. Per chi le installa interventi rapidi e sconti

Le tasche si svuotano e il cittadino cerca di risparmiare anche sulla polizza auto. Eppure è ancora l’Rc auto a fare la parte del leone nel portafoglio clienti delle compagnie d’assicurazione, costrette ultimamente ad arrancare nella ricerca di nuovi clienti. «Si fa molta fatica a fare nuove polizze e persino a mantenere l’esistente», riconosce Lino Coppola, agente Unipol Sai di Varese. «Il cliente guarda al prezzo finale, non alla qualità e siccome non c’è più l’obbligo di contattare la propria compagnia quando si vuole disdire un contratto, le persone non ti chiamano neanche più e ci si ritrova con un cliente in meno senza nemmeno saperlo». Le polizze telefoniche hanno conquistato la platea, complice la pubblicità martellante e i costi inferiori che rendono la scelta quasi obbligatoria per la fascia medio bassa della clientela. Ma c’è da stare attenti e da leggere con cura le garanzie offerte da una polizza online. «Ad esempio, le assicurazioni online non vogliono i neo patentati», rimarca Antonio Lazzarelli, agente generale Allianz Varese. «La Rc auto viene vista come una tassa dalle persone, le quali cercano soprattutto di limitarne la spesa, ma non si dimentichi che in agenzia si trovano risposte, consigli e suggerimenti che online non si può avere», continua Lazzarelli. «Noi lavoriamo molto sui preventivi che non è detto, però, vadano a buon fine. La realtà economica attuale costringe molte famiglie e anche molti single a risparmiare su tutto quello che possono, assicurazione auto in primis». Il risparmio c’è, è innegabile, ma occorre controllare le limitazioni di garanzia che potrebbe avere una polizza via internet. Ad esempio, chi guida il mezzo: se è soltanto il proprietario del veicolo a mettersi alla guida, si risparmia dal 3 al 5% sul prezzo finale della polizza. Dal 7 all’8% è, invece, il risparmio non inserendo la clausola di rinuncia alla rivalsa. Tanto per fare un esempio, ma non è il solo, se ci si è dimenticati di rinnovare la patente o di fare la revisione e si guida lo stesso, in caso di sinistro, non avere la rinuncia alla rivalsa nella polizza assicurativa vuol dire consentire alla compagnia di rivalersi del danno sul cliente. Lo stesso in caso di guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di stupefacenti, ovviamente nel campo del risarcimento esclusivamente civile. «Si paga meno, ma si hanno garanzie ridotte», sintetizza l’agente Unipol Sai. Il quale ricorda che «tutte le grosse compagnie hanno, comunque, una loro compagnia telefonica». Resta il nodo di fondo per gli agenti di Assicurazioni: il cliente da fidelizzare che, 30 casi su 100, si rivolge ormai alle polizze online. «È da quattro anni che, gradualmente, perdiamo Rc auto. In ogni Gruppo c’è un calo dal 7 al 10% all’anno di polizze “tradizionali”, stipulate in agenzia», ricorda Lino Coppola. Così le compagnie devono promuovere qualche vantaggio per i loro clienti e per averne di nuovi. «La Unipol Sai, ad esempio, consente il pagamento rateizzato in 11 rate all’anno senza interessi per la polizza auto e per una serie di altri prodotti destinati alle persone e alle imprese» ricorda Coppola. Certo il mercato è troppo aggressivo e, spesso, manca persino una certa etica e correttezza tra colleghi che, se possono, non si fanno molti scrupoli ad accaparrarsi il cliente di un altro. «Almeno tra colleghi dello stesso Gruppo sarebbe il caso che non capitasse» commenta amaramente Lino Coppola.


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