Lunedì 28 Aprile 2014

L’Italia s’è desta

Avanti stranieri

Fino al 2013 l’Italia è stata vista dagli stranieri come un villaggio vacanze o un museo: la grande bellezza del nostro Paese sono le località turistiche e l’immenso patrimonio artistico, accumulato dai tempi dell’impero romano. Gli analisti finanziari e le imprese multinazionali invece hanno sempre sottolineato i problemi strutturali di un’economia affossata da una burocrazia opprimente, da una politica imperscrutabile, dall’incertezza dei tempi della giustizia e da un rapporto debito-Pil tenuto a fatica sotto controllo.

Il contesto in cui hanno finora operato le imprese italiane ha pesantemente condizionato l’afflusso di capitali esteri, soprattutto in un Paese periferico dell’area dell’euro, potenzialmente soggetto a un rischio ben superiore ad altre economie del continente.Negli ultimi tempi questa tendenza si è invertita: lo spread, il differenziale di rendimento legato al rischio Paese, si è ridotto al minimo storico, i fondi sovrani stanno investendo nel Paese, le industrie di punta del made in Italy sono corteggiate dagli investitori.

I russi di Rosneft hanno preso il controllo di Pirelli, i cinesi hanno acquistato Krizia, storico marchio della moda italiana, gli arabi di Etihad stanno investendo 500 milioni in Alitalia. Queste solo alcune aziende nel bersaglio dello shopping straniero.

Questo trend non sembra arrestarsi anche perché confortato dallo strappo in avanti del nuovo governo, deciso a riforme strutturali radicali.

L’indice Ftse Mib ha raggiunto i massimi registrati nel 2009 superando quota 20mila punti, con rendimenti a due cifre dall’inizio dell’anno. Gli indicatori della fiducia sembrano prospettare un’inversione della tendenza dopo anni di pessimismo, anche se l’economia reale ed i consumi interni sono penalizzati da un tasso di disoccupazione record. Si intravedono quindi opportunità di guadagno investendo sul Paese Italia, non solo in chiave patriottica ma guardando ai fondamentali e al flusso di investimenti dirottati della finanza mondiale, sempre affamata di rendimenti soddisfacenti a prescindere dalla stabilità politica che permette di finalizzare le riforme di cui il paese necessita.

Federico Cenzin (Financial Advisor - @federicocenzin)

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