Venerdì 03 Gennaio 2014

«Mi sono ipotecato la casa

E oggi ho 38 dipendenti»

SARONNO - Enzo Muscia, amministratore unico di A Novo Italia
(Foto by Varese Press)

«Chi ha un’idea oggi deve crederci. Noi siamo qui oggi perché tutti, tutti insieme, ci abbiamo creduto». Quella raccontata da Enzo Muscia, amministratore unico di A Novo Italia srl è la storia di un successo, è la dimostrazione che non è mai impossibile cambiare le sorti di una storia che pare già scritta.

A Novo Italia spa sino al 2011 era controllata dall’omonimo colosso francese dell’assistenza post vendita dei prodotti elettronici di consumo e professionali. Un colosso da 35 milioni di fatturato annui, che nella filiale italiana di Saronno era arrivato ad avere 320 dipendenti.

Nel 2011 la chiusura: 320 persone restano senza lavoro. Compreso Muscia, all’epoca responsabile del settore vendite che, pur conoscendo le difficoltà del mercato, pur nella consapevolezza della crisi aveva una certezza: quell’azienda, al di là delle pretese dei francesi, era sana. «Ho lavorato qui per 23 anni – spiega oggi Muscia che il 2 gennaio è già in ufficio insieme ai suoi collaboratori – Sapevo che potevamo avere mercato puntando sull’alta qualità che possiamo garantire attraverso un solidissimo know how».

Avuta l’idea servivano i capitali: «Capitali che nessuna banca ha voluto fornire – spiega Muscia rinsaldando la convinzione che in Italia le banche prestano soldi a chi ne ha già – Così abiamo preso una decisione».

Ipotecare la propria casa: Muscia, con il socio finanziatore Fabrizio Masciocchi, ha messo ciò che possedeva, l’abitazione dove vive con la moglie e i figli, a garanzia dell’impresa. Trovati i fondi ha preso vita la nuova A Novo: da subito Muscia a riassunto undici degli ex colleghi. Si puntava ad arrivare a 25 entro fine 2013: oggi alla A Novo srl lavorano 38 persone. In 14 mesi l’azienda ha triplicato il numero di dipendenti e nel luglio scorso ha firmato in Olanda un contratto con il colosso Philips per la durata di un anno e mezzo.

«Ovviamente puntiamo al rinnovo – spiega Muscia – Aggiudicarsi il contratto non è stato semplice: ovviamente c’era molta concorrenza anche da parte di realtà più grandi della nostra. Philips ha scelto di darci fiducia: sanno come lavoriamo, conoscono l’alta qualità del servizio che offriamo. Servizio che cerchiamo di ampliare sempre più».

Il segreto? «Flessibilità – spiega Muscia – Siamo in grado di trovare soluzioni ad hoc per ciascuna esigenza. L’unico standard è quello dell’alta qualità. Il resto sono flessibilità e lavoro. Ogni giorno, senza sosta, a testa bassa a cercare clienti, soluzioni. Sempre restando con i piedi per terra”. Si chiamano workers buyout e sono in crescita costante: dipendenti che, ad esempio, investono il TFR per rilevare l’azienda dove lavorano. Persone capaci di immaginare un altro futuro: “Crederci – conclude Muscia – Lavorare, restare concreti ma crederci sempre e sino in fondo”. S. Car.

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