«Ora il Melafonino è davvero per tutti. Anche mia figlia di tre anni lo sa usare»
A sinistra Alessio Cassandro, al centro il tecnico Alberto Broggi, a destra il responsabile Simone Busacca. Ecco lo staff di Juice, il negozio di via Morosini, centro Apple di Varese e punto di riferimento per i melomaniarchivio

«Ora il Melafonino è davvero per tutti. Anche mia figlia di tre anni lo sa usare»

Juice - Simone e Alberto accolgono i clienti nel loro negozio di via Morosini, il centro Apple di Varese

Il primo aprile 1976, tre giovani fondarono in un garage di Los Altos la società che avrebbe rivoluzionato il mondo digitale: quel giorno nacque la Apple Computers. Da allora, l’azienda è mutata notevolmente, abbracciando una tale diversità di prodotti tale da perdere anche il nome “Computers” all’interno del brand.
«Prima dell’iPhone la vera rivoluzione l’aveva fatta iTunes e il suo modo di poterti avvicinare al mondo della musica senza andare di persona a comprare i dischi» A parlare è Alberto Broggi, uno dei tecnici del centro Apple di Varese Juice «Poi sono arrivati l’iPod, l’iPhone, gli iPad e tutto il resto. Il primo iPhone venne presentato come un dispositivo capace di poter gestire tutti gli impegni lavorativi senza dover usare un pc».
Sono passati 9 anni dalla presentazione del primo iPhone - era il 9 gennaio 2007 ­- e da allora il pubblico di riferimento è mutato notevolmente «il cliente finale non è più solo quello dell’uomo d’affari, ma è ora più giovane»interviene uno dei responsabili del Juice Simone Busacca. «L’asticella dell’età si è abbassata notevolmente, direi anche dimezzata: adesso è possibile vedere un iPhone in mano anche a un ragazzo molto più giovane: inizia ad essere una delle richieste già in “età da comunione”» continua il tecnico Alberto Broggi «E non è una colpa o un’accusa, anzi. Apple ha fatto della semplicità il suo punto di forza e in questi anni ha prodotto dispositivi sempre più facili da utilizzare. Mia figlia di tre anni è già capace di utilizzarlo: scatta foto, risponde alle chiamate e lo usa per giocare. Non ne sfrutta tutte le potenzialità, ma realmente chi lo usa veramente appieno?».


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