Il terribile mal di testa di Ciotolina. E la Champions League dell’ospedale

Il terribile mal di testa di Ciotolina. E la Champions League dell’ospedale

Ciotolina ha mal di testa. Uno di quelli che ti porti dietro sempre, dovunque e comunque. Uno di quelli che non c’è rimedio, che il medico di base ti dice che ti devi tenere perché è… normale. Varese però è famosa per il centro sulle cefalee, dice qualcuno, arrivano da ogni dove perché qui qualche soluzione si trova, spesso. Ciotolina prenota una visita, la prima va fatta all’ospedale di via Monte Rosa, da lì poi verrà indirizzata verso il medico più competente per il suo problema. È il 5 maggio, il primo appuntamento viene fissato il 14 Ottobre. Sì ma Ciotolina ha mal di testa, «prima non si può, ci sono lunghe code» fanno sapere dal CUP. Per me che il CUP è semplicemente una coppa di uno sport qualunque sembra già paradossale. Arriva il 14 Ottobre, mezz’ora prima dell’appuntamento una telefonata, è l’ospedale: «Il medico oggi non c’è, le rifissiamo l’appuntamento». «A domani?» chiede Ciotolina. No, 14 novembre, un altro mese di attesa. «Sei entrata nella fase a gironi!» le dico con un sorriso, lei non apprezza. 14 Novembre, appuntamento fissato per le 8.40, ci presentiamo puntuali: «Avete fatto l’accettazione?» chiede un infermiere. «No, dove si va?», risponde Ciotolina. «Al CUP, piano rialzato». Sorrido, sento già la musica della Champions nelle orecchie. Prendiamo il numero: PC8. Sul tabellone luminoso, come a San Siro, scorrono le varie chiamate e il relativo sportello: CA3, CC5, CB9, nessun PC. «Sei sicura di aver preso il numero giusto?» le chiedo. «So quel che devo fare qui», risponde. E meno male, fossi stato io ero ancora ai turni preliminari. Dopo 20 minuti tocca a noi, sportello 1. C’è una signora che sta finendo di pagare, un altro in coda che era già stato chiamato, poi Ciotolina. Fatta la prima, fatto il secondo, sbuca una signora da dietro che con prepotenza si mette avanti facendo finta di nulla: «Sì, ma noi?». Un attimo.

L’attimo dura dieci minuti, ma proprio nel momento in cui finisce l’assistente allo sportello ad alta voce chiama l’amica Pina, appena arrivata: «Vieni qui che facciamo veloce!» esclama. «Sì, ma noi?». Un attimo. L’attimo in questo caso dura 20 minuti, Pina stava forse preparando carte bollate, la coda si fa lunga, Ciotolina si spazientisce e la spostano sullo sportello 5 visto l’evidente disagio. «Devo pagare la visita col dottor…» ma subito viene interrotta da un altro infermiere: «Il medico non c’è, dobbiamo rinviare». Cooooosa?!? La paziente vola su tutte le furie, nessuno era stato avvisato: «Oltre a lei abbiamo altre 13 persone prenotate per oggi, dobbiamo avvisarle tutte perché nessuno ci aveva detto nulla. Se per lei va bene le proponiamo…». Si spegne la musica della Champions, Ciotolina ha mal di testa. E anche io.


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