Quello zaino pieno di sogni di chi si incammina verso la vita

Quello zaino pieno di sogni di chi si incammina verso la vita

Oggi ricominciano le scuole. L’editoriale di Federica Artina

Un nuovo cancello da varcare, la stessa mano da lasciare. Suona oggi la campanella per tanti “remigini”, uno stuolo di bimbi ingolfati da quegli zainoni più grandi di loro sui quali occhieggiano scintillanti i personaggi preferiti, i primi fedeli compagni che si sono scelti con cura per iniziare la nuova avventura.

E lì a fianco, noi. A pensare se in cartella c’è tutto, a lanciare l’ennesimo sguardo inquisitore nel lombrosiano tentativo di capire con che insegnanti abbiamo a che fare, con la doverosa fiducia sempre velata però da quell’umana diffidenza nei confronti di tutto ciò che si interpone tra noi e i nostri figli. Perché ora non si scherza più. Perché ora si inizia a fare sul serio. Perché da adesso le prove diventeranno sempre più difficili e il loro carattere dovrà iniziare a combattere contro i propri limiti per spalancare quegli orizzonti che, piacciano o no, diventeranno le basi su cui plasmeranno il loro futuro.

E allora ancora una volta, forse realmente per la prima volta, saremo noi a dover ricacciare indietro le lacrime. Mentre lei ti sorriderà, si volterà e ti lascerà la mano - ancora una volta, un’altra volta - per correre verso il suo futuro. E tu saprai che si gira davvero pagina. Che sta iniziando la sua vera strada, il suo cammino. E dietro quella porta colorata che si chiude si sta spalancando il portone della sua vita. Buon primo giorno di scuola. A chi sui banchi si siederà per la prima volta e a chi li guarderà prendere posto. Tutti pronti ad imparare qualcosa. Ancora una volta.


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