Malpensa, protestano i lavoratori Con il tifo dei passeggeri

MALPENSA Un’adesione alta, un messaggio forte e i disagi contenuti: tanto che pure i passeggeri a Malpensa hanno osservato e a volte tifato per i dipendenti.

«La prossima volta vogliamo tutti qui. Quando tornate nei reparti, ditelo ai vostri colleghi». Dallo scalone interno nell’area Partenze dove, ieri mattina, si stava chiudendo l’assemblea dei lavoratori Sea in sciopero, Gianni Marasco, delegato Fit Cisl, invita tutti a una partecipazione più attiva.
«Nessun altro lotterà per noi, al nostro posto», rinforza Liviano Zocchi (Uiltrasporti). «Il nostro problema è non svendere Sea, ma anche non far svuotare Malpensa. Noi dobbiamo esercitare un ruolo nel rilancio di questo aeroporto».

Sono passate da poco le 13. Ci sono altre due ore di sciopero e altre due sono già state consumate con un corteo lungo la rampa d’accesso che porta alle Partenze del terminal uno. Sono 150 i manifestanti, tra le bandiere di tutte le sigle sindacali sotto il sole di marzo. Per diversi minuti si è creata una lunga coda di auto, pullman e mezzi vari, diretti in aerostazione. L’adesione allo sciopero è stata alta: nei reparti è rimasto personale in numero ridotto, giusto quello che serve a garantire i servizi minimi previsti per legge.

Nelle quattro ore di sciopero, cancellati otto voli in arrivo e nove in partenza a Malpensa, di cui però quattro voli Lufthansa sottoposti allo sciopero in corso allo scalo di Francoforte. Peggio è andata a Linate. Nessun ritardo rilevato oltre i 15 minuti. E nessun passeggero imbufalito, perlomeno a Malpensa. Anzi, mentre il rumoroso corteo passava tra i check-in del secondo piano con fischietti e trombe da stadio capaci di riempire l’acustica dell’intero terminal, c’erano viaggiatori che scattavano foto con il cellulare e chi addirittura applaudiva.
Chi era in corteo, teme il futuro. Sia i dipendenti dell’Handling, sia i dipendenti di Sea spa. «Diventeremo dei precari alla mercé di chi pensa solo al proprio profitto».

Oggi una pagina con i servizi di Alessandra Pedroni e le foto di Varesepress

m.lualdi

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