Martedì 07 Agosto 2012

Traffico di armi e droga
Condannata la nonnina

SALTRIO Aveva trasportato, e in un certo senso esportato,  in Italia una quindicina d'armi da fuoco, 660 cartucce, un chilo di cocaina e oltre trenta chili di marijuana. Passando dai valichi minori tra Mendrisiotto e provincia di Varese, utilizzati come canale privilegiato di questo traffico illegale. Ma nei suoi confronti, ora, è arrivato il conto da pagare. A presentarglielo è stata la giustizia svizzera. Per lei, una donna di 68 anni, residente nel Bellinzonese, è arrivata la condanna a 24 mesi con la condizionale dal Tribunale penale federale di Bellinzona. La sentenza nei confronti della pensionata, rea confessa, è stata emessa nei giorni scorsi e la pena è stata sospesa.

I fatti contestati risalgono al periodo compreso tra il 2008 e il 2010.  È quanto era emerso da un'indagine di polizia che aveva individuato la donna come una delle responsabili del traffico, che in un paio d'anni, aveva fatto arrivare dal Sudamerica oltre alla droga, anche pistole mitragliatrici, semiautomatiche, revolver e fucili a pompa. Da qui la condanna. In quanto ritenuta responsabile di ripetuta infrazione alle leggi federali sugli stupefacenti e sul materiale bellico.

La donna ha inoltre avuto ruolo marginale nell'inchiesta denominata «Ombra», dove sono 11 le persone indagate per aver importato dal Brasile e dalla Bolivia 200 chili di cocaina e altrettanti di canapa, oltre alle armi, dirette in Italia. Operazione che ha avuto anche ramificazioni internazionali in Olanda e Spagna. Stando a quanto finora accertato è emerso come sia la droga, in particolare cocaina, sia le armi, partivano dalla Bolivia o dalla Colombia, proseguivano verso il Brasile e venivano poi imbarcate verso la Spagna e la Svizzera, prima di finire sul mercato italiano. Il Ticino, come detto, fungeva invece da base logistica per lo smercio della coca.

Il tutto era architettato da un gruppo criminale attivo in Bolivia e Brasile con il sostegno assicurato dai complici residenti in Ticino e in Italia, poi individuati e fermati. Ora con la prima condanna, relativa al traffico di armi, si è chiusa la prima fase del procedimento. In attesa della chiusura del filone.

b.melazzini

© riproduzione riservata