«Così la paura di morire mi ha insegnato a vivere»

«Così la paura di morire mi ha insegnato a vivere»

Anna ha avuto il tumore. Anna è guarita. Anna ha scritto un libro che racconta con realismo intriso d’ironia il suo percorso di guarigione. Una recensione come tante, una storia già sentita.

E invece no. Per niente. Innanzitutto perché Anna Savini, 45 anni, lecchese, giornalista de “La Provincia di Como”, non è una persona come tante. Per accorgersene basta incontrarla, anche per caso: state certi che vi inonderà di parole ma anche di tanta umanità e vitalità che difficilmente riuscirete a dimenticare.

Ed è proprio così, con disarmante sincerità e humour, che ha raccontato la sua (dis)avventura in “Buone ragioni per restare in vita” (Mondadori), protagonista domani alle 17 a Palazzo Borghi a Gallarate nell’ambito di Duemilalibri. A condurre l’incontro Marco Lombardo, caporedattore de “Il Giornale”.

Non è mai semplice parlare di un libro, soprattutto quando racconta una storia così personale, e riuscire a dire qualcosa di sensato, di stupefacente, di nuovo.

Ma questa volta vale la pena sforzarsi. Perché non è un semplice viaggio nell’esperienza (brutta) di una donna, ma si è di fronte a un vero e proprio inno alla vita, al non perdere tempo, una guida al bello di stare al mondo e alla voglia di darsi una svegliata e godersi quello che si ha. Anzi no, a cercare sempre qualcosa di meglio.


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