Da Sesto a Laveno in sella alla bici. Il sogno potrebbe diventare realtà

Da Sesto a Laveno in sella alla bici. Il sogno potrebbe diventare realtà

Il progetto - Monvalle ci crede e lancia l’idea di una ciclopedonale di 30 chilometri. «Rilancerebbe il turismo»

MONVALLE - Passare finalmente dalle parole ai fatti, dando nuovo impulso all’ambizioso progetto di realizzazione di un percorso ciclopedonale che costeggi il lago Maggiore, lungo la strada provinciale 69, collegando di fatto Sesto Calende con Laveno Mombello, con possibile allungamento della pista fino alla Svizzera. A farsi promotore del rilancio del progetto, di cui si parla da qualche tempo, è il sindaco di Monvalle Franco Oregioni, il quale è riuscito a promuovere un protocollo d’intesa tra i Comuni interessati, che sta girando in questi giorni tra le amministrazioni comunali coinvolte. Si tratta dei Comuni di Sesto Calende, Angera, Ispra, Brebbia, Besozzo, Monvalle, Sangiano, Leggiuno e Laveno Mombello. Oltre alla volontà politica di realizzare quest’opera, c’è ovviamente anche un problema di finanziamenti.

La Provinciale fa paura

«Non possiamo più restare a guardare - afferma Oregioni - è il momento di darsi da fare anche per capire dove poter chiedere finanziamenti, in Regione o anche alla Fondazione Cariplo; dobbiamo crederci tutti però, anche a livello più alto di quello comunale». La realizzazione del tracciato ciclopedonale attorno al lago Maggiore avrebbe un impatto positivo non solo nel campo del rilancio del turismo, ma anche della sicurezza e farebbe da volano anche all’economia locale. «Oggi, alcuni tratti della Sp69 sono davvero molto pericolosi da percorrere in bici o a piedi - sottolinea il sindaco di Monvalle - un tracciato ciclopedonale di questo tipo intercetterebbe tutti gli appassionati di cicloturismo, sia italiani che stranieri, facendo così da volano all’economia della nostra sponda del lago Maggiore». Alcuni tratti della pista, che sarebbe lunga in totale una trentina di chilometri, si potrebbero realizzare agevolmente, senza eccessivi costi, perché immersi nel verde, altri invece sarebbero più costosi e complicati, perché implicherebbero la costruzione di ponti e passerelle. «Andremmo a creare un tracciato di grande valore e di respiro europeo - spiega Oregioni - che potremmo realizzare partecipando a bandi regionale, della Fondazione Cariplo o dell’Ue; il lavoro da fare è tanto ma io ci credo ed è importante che nono soltanto noi sindaci ci crediamo, ma anche ai livelli più alti». La sponda “magra” del lago potrebbe diventare meta dei tanti appassionati di cicloturismo, soprattutto stranieri, che oggi prediligono altre mete più attrezzate. «Più persone sul nostro territorio, significherebbero un rilancio dell’economia locale, penso a ristoranti, bar, strutture ricettive, ma anche a tutti i negozi» conclude.


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