Martedì 02 Dicembre 2008

Giallo su un cadavere nel bosco
E non si esclude l'omicidio

VIZZOLA TICINO E’ giallo fitto sul cadavere seminudo ritrovato intorno alle 10 di martedì a Castelnovate, frazione di Vizzola Ticino. A scorgerlo, a circa 400 metri di distanza da via al Porto sono stati alcuni passanti: a poca distanza dal luogo del ritrovamento sorge un’abitazione, ma nessuno parla. Il cadavere era lì, tra gli alberi del fitto bosco che si allarga sulla zona, vicino a un vecchio capanno per gli attrezzi.
Come ci sia arrivato resta un mistero; come ci sia arrivato senza indossare i pantaloni, mai ritrovati dagli inquirenti, è un giallo ancora più fitto che, forse, trova spiegazione nella realtà di incontri hot (etero ed omosessuali) per i quali la zona è nota. Dell’uomo nulla è dato sapere: è uno straniero extracomunitario di circa 50 anni, forse benestante dato il maglioncino di lana pregiata rimastogli addosso. Della vittima non si conoscono l’identità e l’etnia.

A infittire il mistero ci sono anche le cause della morte: ad oggi il medico legale non ha ancora stabilito con certezza cosa abbia causato il decesso del cinquantenne, l’unica cosa assodata sembrerebbero i tempi. La vittima sarebbe morta l’altro lunedì sera e la notte scorsa sarebbe stata esposta ai rigori del gelo. Di qui le incertezze: nessun segno di violenza è stato trovato esternamente sul cadavere. L’uomo non è stato accoltellato, sparato o strangolato. Per il resto vale tutto: dall’infarto, al collo spezzato sino all’overdose di pasticche. L’assenza di pantaloni e l’area dove l’uomo è stato trovato suggerirebbe tuttavia una morte accidentale, più che dovuta a un delitto passionale. In queste ore gli inquirenti stanno ascoltando tutti gli appartenenti alle comunità straniere della zona per identificare la vittima; forse ha avuto un malore durante un incontro appassionato. Chi era con lui potrebbe essersi spaventato e aver abbandonato il cadavere privo di pantaloni e documenti lì dove si trovava. Gli inquirenti puntano a scoprire chi si trovava con l’uomo al momento del decesso: per lui, se gli esami autoptici e tossicologici (l’overdose non è esclusa) confermeranno la morte naturale, si profila quanto meno un'accusa per occultamento di cadavere od omissione di soccorso.
Intanto gli interrogatori continuano: dalle mani del cadavere potrebbero arrivare informazioni preziose. I polpastrelli sono stati puliti per le impronte e da sotto le unghie sono stati prelevati campioni di ogni genere. Se chi stava con la vittima, visto che in zona non sono stati rintracciati mezzi di trasporto, è lecito presupporre che l’uomo non sia giunto sin lì da solo, se ha lasciato impronte o dna sarà rilevato e analizzato. Il giallo sarebbe a poche ore di distanza dalla sua soluzione.
Simona Carnaghi

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