Sabato 22 Novembre 2008

Usura, arrestata
un'intera famiglia

Arrestata un’intera famiglia con trascorsi nella Sacra Corona Unita, accusata di associazione per delinquere finalizzata ai reati di ususra, estorsione ed esercizio abusivo della professione finanziaria. In manette Felice Armigero, 52 anni, la moglie Stella Rossano, 47 anni, e il figlio della coppia, Leonardo Armigero, 30 anni, sono stati arrestati venerdì dai carabinieri. I primi due al paese di origine, Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari, l’ultimo nella sua abitazione di Vedano Olona, dove si trovava agli arresti domiciliari. L’inchiesta, partita ad aprile sulla base di una denuncia, è entrata nel vivo ad agosto, quando Leonardo Armigero è stato arrestato una prima volta a Vedano Olona dai carabinieri, mentre un artigiano stava per consegnargli la sua vettura, un Suv Touareg: era, secondo quanto accertato in indagine, oggetto di estorsione, in pagamento di un debito sul quale gravavano tassi d’interesse stratosferici.

Lo spunto è interessante, e i carabinieri inseguono la pista. Le loro mosse finiscono nel mirino: e così si scopre che a Vedano i tre acquistano un negozio di parrucchiera (posto sotto sequestro) per 45 mila euro, soldi che si ritengono provento di attività illecita, riferita all’usura. E in breve i militari intercettano altri quattro artigiani (di Vedano, Albizzate e Porto Ceresio), oltre al primo, che tra il 2003 e il 2008 sarebbero finiti nella morsa della famiglia pugliese, per debiti di varia entità: chi solo duemila euro, chi 32mila, un altro 35mila, ancora 60mila, e infine il più consistente, 200mila. Un giro d’affari accertato di oltre 300mila euro. I tassi variavano: dal classico 10% mensile, a punte del 17,5% (200% annuo), fino al parossismo dell’anatocismo, cioè gli interessi sugli interessi, in una spirale che non lasciava scampo.

Nella loro abitazione di Vedano sono stati trovati e sequestrati contanti per 45mila euro, oltre ad una collezione di orologi di gran marca, Rolex in particolare, dati in pegno dalle vittime. I carabinieri (hanno operato i militari delle compagnie di Varese - con il Nucleo operativo e radiomobile e la stazione di Malnate - e di Gioia del Colle, Bari), ritengono che le minacce proferite fossero reali e concrete.

f.tonghini

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