«Il lavoro credo che ci sia. Mancano volontà e sacrificio»

«Il lavoro credo che ci sia. Mancano volontà e sacrificio»

Massimo Crippa cerca due figure. «Ma non trovo nessuno»

VARESE - «Sto cercando un operaio finito e un apprendista, ma non riesco a trovare nessuno». A parlare è Massimo Crippa, titolare del negozio di parrucchiere J&P di via Carletto Ferrari 58. Il parrucchiere, già noto per le sue proteste “in mutande” contro tasse e le politiche fiscali del Governo, questa volta si interroga sulla società: «ma sarà proprio vero che il lavoro non c’è. Non è forse la voglia di lavorare che manca?».

«Anche i grossisti mi hanno detto che ci sono molti parrucchieri che non riescono a trovare personale» dice Crippa, coiffeur che nel 2013 aveva fondato “il movimento del popolo sovrano” per protestare contro le «tasse che i piccoli imprenditori, gli artigiani e tutti i cittadini devono sopportare per risanare il bilancio dello Stato». Questa volta, nel mirino del parrucchiere, ci sono quei giovani pronti a protestare per la mancanza di lavoro, ma che, quando si tratta di lavorare, trovano mille scuse.

«L’idea che mi sono fatto è che i giovani non hanno voglia di lavorare il sabato e a cavallo delle feste» continua Crippa, che ha urgente bisogno di personale perché la dipendente assunta due anni fa, adesso, apre un suo negozio ad Avigno.

La ricerca di lavoro, nello specifico, cerca personale (un operaio finito e un apprendista) disposto a lavorare full time nel negozio di Bizzozero. Il negozio è aperto dalle 9 alle 18.30 il martedì, il mercoledì, il venerdì e il sabato. Giovedì, invece, si lavora dalle 13 alle 22 per andare in contro alle esigenze di tutte quelle persone che vogliono sistemarsi l’acconciatura prima del fine settimana e che possono farlo solo di sera. La retribuzione? «Ottima – assicura Crippa – Io credo che chi lavora deve essere pagato». Prospettive? «Offro la possibilità di fare carriera nel negozio, io non vedo l’ora di far andare avanti gli altri».

«Credo che il lavoro ci sia, manca la volontà di lavorare e un po’ di spirito di sacrificio – ribadisce Crippa, le cui proteste in mutande, il 28 novembre 2012, lo hanno portato anche alla trasmissione Pomeriggio 5 – Un po’ di tempo fa ho preso in prova un ragazzo di 19 anni. Dopo una settimana è venuta a parlarmi la mamma, dicendomi che il figlio non riusciva a stare in piedi tante ore al giorno perché si stancava troppo. Io le ho risposto che ho 50 anni e che lavoro in piedi da 32. Le ho detto di tenerlo a casa e di cercare qualcosa di più leggero. Questo episodio conferma che non è vero che il lavoro manca. Tra l’altro, sono due anni che sto cercando personale senza riuscire a trovarlo».

Il negozio di Crippa è un punto di ritrovo nel quartiere. Un posto dove andare per farsi belli, ma anche per parlare di tutto, soprattutto di costume e società. Per Natale il negozio ha organizzato anche una lotteria, con cesti contenenti prodotti di bellezza. E chissà che qualcuno, letto questo articolo, possa trovare nel negozio anche un posto di lavoro.


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