Il più “vecio” di nome e di fatto. I 105 anni del mitico Tognin di Besozzo
In tanti sono accorsi a festeggiare il venerando traguardo del “Tognin”

Il più “vecio” di nome e di fatto. I 105 anni del mitico Tognin di Besozzo

Antonio Porrini taglia il traguardo di alpino più anziano di tutta la Lombardia

BESOZZO - Con l’inseparabile cappello da alpino in testa, il “vecio” Antonio Porrini, da tutti soprannominato “Tognin”, ha compiuto l’invidiabile traguardo dei 105 anni; classe di ferro 1912, il “Tognin” è l’alpino più anziano non solo della provincia di Varese, ma anche dell’intera Lombardia.

Non poteva quindi che essere a forma di cappello alpino anche la torta di frutta, con cui famigliari, amici e alpini hanno voluto festeggiare il compleanno del mitico Porrini. Una vera e propria istituzione delle penne nere di Varese e in particolare di Besozzo e Monvalle; un uomo che in tutta la sua vita ha incarnato e continua ad incarnare gli autentici valori alpini.

Valori a testa alta

A festeggiare il “Tognin” è stata in particolare una delegazione della sezione di Varese dell’Associazione Nazionale Alpini, presente con tutta l’ufficialità dovuta alla straordinaria occasione, unitamente agli amici e ai famigliari del “vecio” socio alpino Antonio Porrini, detto da sempre “Tognin”.

Alla cerimonia era presente il presidente della sezione varesina Luigi Bertoglio, accompagnato da alcuni consiglieri della sezione; presenti anche ovviamente tante penne nere dei gruppi alpini locali, di Bogno di Besozzo e di Monvalle in particolare.

Antonio Porrini è nato il 23 giugno 1912 ed ha combattuto durante la seconda guerra mondiale nella campagna di Grecia, Albania e Montenegro. Una vita intera trascorsa con l’immancabile cappello con la penna nera in testa, quella del “Tognin”, che ha sempre portato avanti in tutta la sua esistenza e ancora continua a farlo, i valori degli alpini. Fino a che gli inevitabili acciacchi glielo hanno consentito, Antonio Porrini ha sempre partecipato a tutte le manifestazioni organizzate dagli alpini, non soltanto a livello locale ma anche nazionale, compreso ovviamente il raduno annuale nazionale.

Le lettere a Roma

Famose anche le lettere che periodicamente il “Tognin”, fino a solo qualche anno fa, inviava alle varie autorità istituzionali, compresi i vari presidenti della Repubblica e del Senato, che si sono succeduti nel corso di tutti questi anni; a loro, il “vecio” Porrini ribadiva ogni volta l’importanza degli autentici valori alpini, come l’attaccamento alla patria e la solidarietà nei confronti dei bisognosi.

Innumerevoli gli aneddoti che il “Tognin”, che ha ricevuto la Croce di Guerra al merito, ha sempre raccontato rispetto al periodo bellico e postbellico; per le giovani penne nere continua ad essere un punto di riferimento. Grande appassionato di canti alpini e di montagna, che ovviamente non potevano mancare durante la sua festa di compleanno.

Una vera penna nera insomma, che la sezione dell’Ana di Varese, nel lontano 1985, ha insignito del premio “Pà Togn”, riconoscimento per l’opera svolta dal “Tognin” a favore degli anziani della casa di riposo “Ronzoni” di Besozzo.


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