La Chiesa a Expo: «Cibo dono divino»
La folla in coda a Palazzo Italia, angolo tricolore di Expo. Anche la Chiesa partecipa all’evento

La Chiesa a Expo: «Cibo dono divino»

Monsignor Bressan spiega la presenza ecclesiale nell’esposizione: «Spezziamo il pane insieme: abbiamo la responsabilità di nutrire tutti, nel corpo e nell’anima. Ogni fame è un’ingiustizia»

«La Chiesa è in Expo per promuovere giustizia e solidarietà»: a spiegare la logica di questa presenza all’esposizione universale è il varesino monsignor Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura, la carità e la missione, a poche ore dal grande evento “Tutti siete invitati” che di fronte al Duomo di Milano sancirà l’inizio di questa straordinaria esperienza.
Un’occasione da cogliere per ricordare a tutti «il cammino che come umanità stiamo percorrendo, per rispondere all’invito di che Dio ha rivolto a tutti gli uomini, di sedersi alla sua tavola e di spezzare il suo pane per loro».
La Chiesa vuole esserci «per testimoniare al mondo che il nutrimento e il futuro dell’uomo e del creato sono custoditi e generati dal pane che Dio ci ha donato, che è il corpo e il sangue di Gesù Cristo morto per noi e risorto, amore di Dio fatto carne».

Alla tavola di Dio

Una presenza che punta a mostrare come «la logica eucaristica è in grado di assumere e fare sue tutte le fami del mondo e degli uomini».
Sarà uno spettacolo l’evento iniziale, perché «è uno degli strumenti migliori per dare da pensare, per aiutare a stupirsi».
“Dio ci invita alla sua tavola” è il titolo del volume scritto da Bressan proprio per Expo. Ma cosa significa il titolo? «Che la nostra vita ha un progetto, disegnato da Dio, di moltiplicazione dell’amore con cui ci ha creato e ci tiene in vita ogni giorno. Se la nostra vita può essere paragonata a un grande dono, l’amore che Dio ci ha testimoniato nella storia di suo Figlio, Gesù Cristo, può essere assunto come “libretto delle istruzioni”, come la via per usare bene il dono che ci è stato fatto. Un dono di comunione: Dio ci invita al suo banchetto. Sta a noi non mancare l’invito, non rispondere in modo sbagliato».
L’uomo ha bisogno di molti cibi per vivere il proprio destino. «“Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” dice Gesù, proprio per contrastare la tentazione di ridurre l’uomo ai soli bisogni fisici e materiali. L’azione del nutrire, intesa in modo integrale, è lo spazio che Dio ha istituito per educare gli uomini e per incontrarli».
Solo in questo modo possiamo scoprire di essere veramente uomini: «Quando rispondiamo alla fame, quella vera; quando attraverso il cibo ci leghiamo tra di noi, ci mettiamo in relazione; e dentro questa relazione scopriamo la presenza di Dio».

Quattro dimensioni

“Nutrire il pianeta, energia per la vita” è il tema di Expo. «La vita quotidiana degli uomini è una grande palestra, un luogo di esercizio in cui apprendere come Dio ci educa attraverso il cibo e l’atto del nutrirci. Questo atto ha una grammatica, che ruota attorno a quattro dimensioni, che dicono l’identità umana: ecologica, economica, educativa, religiosa».
Oltre al Padiglione della Santa Sede è stata appena eretta l’edicola di Caritas. «Questa presenza vuole essere uno stimolo ulteriore nell’approfondimento di questa riflessione critica sulle responsabilità che come uomini abbiamo nei confronti del creato e degli altri uomini, nel gestire i beni della terra e nel costruire il nostro futuro. La guerra, la fame, l’inquinamento non sono prodotti di un fato che ci piomba addosso per non si sa quale destino: sono spesso il risultato di azioni compiute da noi, non sufficientemente pensate e volute, o pensate e volute male. Ecco il motivo per il quale serve una grande opera educativa, della quale Caritas vuole fare parte.


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