Cara B, come farai senza il Varese?
Questa è storia. Il giro di campo di mister Beppe Sannino prima della sfida promozione contro la Cremonese (Foto by Varese Press)

Cara B, come farai senza il Varese?

Sono tanti i messaggi arrivati per salutare la serie cadetta dopo 5 anni: sabato li pubblicheremo tutti: «Ora retrocediamo, ma i brividi che ho provato quel giorno con la Cremonese non ce li leva nessuno»

Il giorno dell’addio non è mai un giorno felice, si mescolano dolci ricordi e l’ultima amara delusione chiamata retrocessione. Sabato in occasione della sfida contro il Pescara, il Varese ed il Franco Ossola saluteranno la Serie B, si spera solo per poco tempo.

Il coro all’Olimpico

Il nostro obiettivo è quello di velare la giornata di sabato di una dolce tristezza. Una lacrima ed un fazzoletto bianco, ma anche abbracci, pacche sulle spalle tra i tifosi, tra i vicini di posto di una vita, che hanno vissuto la meglio gioventù di questa squadra. Ed un sorriso di convinzione. Sì, quella convinzione che ci porta a credere che prima o poi in Serie B il Varese ci tornerà. Cinque anni sono tanti, ed è stata una storia bellissima, che non potrà essere rovinata da un finale così triste, pieno di rabbia e rassegnazione.
Voi, lettori e tifosi, lasciateci i vostri messaggi, perché il giornale di sabato sarà dedicato solo a voi, pubblicheremo ogni vostro ricordo, ogni foto che sceglierete per salutare la Serie B. Come quello che ci scrive Luca Caraffa: «L’importante è esserci arrivati in Serie B. Cinque anni fa si avverò un sogno che mai avrei creduto possibile. È stato bellissimo. E c’è una cosa che questa retrocessione non potrà mai togliermi, ovvero il ricordo di quella finale con la Cremonese, e quel brivido intenso dopo l’1-0 e capire che sì, stava accadendo davvero. Quel ricordo rimarrà per sempre. E magari un giorno ci torneremo, in Serie B. E se succederà ancora, di tornare in Serie B, spero sia solo un passaggio intermedio, per andare in Serie A. Perché se in A ci sono arrivati Sassuolo, Carpi e forse Frosinone, non vedo perché non possa tornarci il Varese».
Sabato le pagine del nostro giornale che solitamente dedichiamo alla partita, saranno solo vostre. Le riempiremo interamente con i vostri messaggi e le vostre foto che sceglierete e ci invierete per salutare assieme a noi la Serie B. Perché non dimentichiamoci quello che cantavamo tutti in coro a Roma, contro la Lazio, nel silenzio totale dello Stadio Olimpico: resteremo in Serie B. Basta cambiare la parola iniziale: torneremo in Serie B, come ci ricorda proprio un lettore: «Stadio Olimpico, tutti in coro a cantare “Resteremo in serie B”. Un’emozione unica. Ora tutti uniti x ritornarci». Quindi no, non sarà un addio, cari amici, bensì un arrivederci, e a presto.

Torneremo qui

Proprio come ci ha scritto Maurizio da Varese: «Cara Serie B, questo non è un addio ma un arrivederci, perché tu, cara Serie B, senza il Varese non puoi stare. A presto». In barba a chi il Varese lo ha affossato e ha cercato di cancellare un grande sogno, il Varese tornerà e lo farà in grande stile, come ci ricorda uno dei nostri lettori che ci ha scritto: «5 anni fa un sogno diventava realtà, non è un addio ma un Arrivederci. Forza Varese sempre con te». Quindi scriveteci ancora, condividete con noi i vostri ricordi, le vostre lacrime di gioia e di tristezza. Ogni modo è possibile, passando dalla nostra pagina Facebook al nostro profilo Twitter; oppure potete scriverci al nostro numero WhatsApp 345/53.59.476. Non solo, perché a vostra completa disposizione c’è anche l’indirizzo e-mail sportvarese@laprovincia.it. infine, per i meno avvezzi alla tecnologia, si può sempre chiedere aiuto al vecchio e caro fax, al numero 0332 836688. Una stagione disgraziata non può cancellare un bellissimo sogno costruito su una squadra di signori nessuno che ha quasi conquistato il paradiso della Serie A. Torneremo indietro, prenderemo la rincorsa e risaliremo più forti: «Non desistere mai», ci scrive un altro amico. Ogni giorno sarà un’attesa, torneremo diversi e più maturi, perché come dice Nelson Mandela «niente come tornare in un luogo rimasto immutato ci fa scoprire quanto siamo cambiati».


© RIPRODUZIONE RISERVATA