Hai visto, Erika? Tutto questo è solo per te

Hai visto, Erika? Tutto questo è solo per te

Fuck the Cancer 2.0: un successo forse addirittura più grande dell’edizione dello scorso anno. In nome di Erika Gibellini raccolte decine di migliaia di euro che verranno donate alla Fondazione Giacomo Ascoli

Un grande successo. Non può essere definita altrimenti la seconda edizione di Fuck the Cancer, l’evento benefico organizzato dalla Curva Nord Varese, in onore e ricordo di Erika Gibellini e della sua straordinaria forza e voglia di lottare.

Troppo presto mentre scriviamo per avere dati precisi, ma a giudicare dal gran via vai di persone, che per tutta la giornata hanno varcato i cancelli del Franco Ossola, questa seconda edizione ha tutte le carte in regola per bissare il successo dell’anno scorso, quando vennero raccolti 39.350 euro, e perché no, fare di meglio.

Il ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione Giacomo Ascoli, che dal 2006 sostiene la ricerca scientifica per lo studio e la cura dei linfomi in campo pediatrico e ha contribuito alla realizzazione del reparto Day Hospital ad indirizzo onco-ematologico dell’Ospedale del Ponte. La cifra raccolta da Fuck the Cancer 2.0, che come l’anno scorso servirà a realizzare camere asettiche per i piccoli pazienti, verrà comunicata dagli organizzatori il 21 giugno in una conferenza stampa al ristorante “Altamura” di viale Borri.

Fin dal mattino tantissimi i bambini e le famiglie arrivate al Franco Ossola per l’evento: i più piccoli si sono divertiti con gonfiabili giganti, maghi, baby dance e spettacoli di animazione e di supereroi. C’è stato spazio anche per il torneo Scuola Calcio che ha visto impegnati i piccoli atleti di Varese, Viggiù e Ceresium Bisustum, zumba e balli di gruppo, con numerose bancarelle e stand gastronomici a cura dei Monelli della Motta e del Casbeno Calcio intorno al rettangolo di gioco.

Felicissimo il papà di Erika, Massimo Gibellini, che ha dichiarato: «Sono davvero soddisfatto di questa giornata tanto che non riesco ad esprimerlo a parole. È stupendo vedere quanti bambini con le loro famiglie sono venuti allo stadio a trascorrere del tempo divertendosi insieme e non ringrazierò mai abbastanza i ragazzi della Curva Nord, che hanno messo davvero l’anima e il cuore in quasi 6 mesi di preparativi. Mi ha colpito molto - ha concluso Gibe - come le persone chiedono e tengono molto ai braccialetti e alle magliette con la scritta “Fuck the Cancer”, uno slogan che per me vuol dire tanto e ha un significato profondo, e ciò mi rende davvero grato».

Fuck the Cancer 2.0 ha visto il contributo di tantissimi volontari e unito le due anime sportive della città: all’organizzazione meticolosa dei ragazzi della Curva Nord si è unita la collaborazione degli associati al Trust della Pallacanestro Varese, “Il Basket Siamo Noi”, che per tutta la giornata hanno gestito l’ingresso allo stadio, raccogliendo le offerte e distribuendo i gadget della manifestazione.

Dopo la chiusura delle aste dal vivo e la consegna delle maglie, il momento clou si è avuto con la sessione supplementare per le dieci più richieste, condotta dal palco da Nicolò Ramella, l’inviata di Striscia Rajae Bezzaz, Rosario Pellecchia di Radio 105, Sarah Maestri ed Elena Ossola. Grande successo per le maglie autografate di Totti, Dybala e Pavoletti, surclassate però da quella dell’Argentina di Maradona, con dedica del Pibe de Oro, battuta addirittura per 1000 euro.

Dopo la conclusione dell’asta i ragazzi della curva hanno reso un sentitissimo omaggio alla signora Elisabetta, madre dell’indimenticato Claudio Meggiorin, di cui oggi ricorre il dodicesimo anniversario della scomparsa. Dopo i sinceri ringraziamenti della Fondazione Giacomo Ascoli a tutti gli organizzatori e ai partecipanti, la festa è proseguita fino a mezzanotte con il comico di Colorado Max Pieriboni e il concerto live dei “Libera Uscita”.

“You can’t save people, you can only love them”, recitava lo striscione gigante appeso nei distinti dai ragazzi della Curva Nord e la scritta sulle magliette dell’evento. E Varese ha risposto ancora una volta in maniera nel migliore dei modi, dimostrando un grande amore per i piccoli angeli che non ci sono più, come Erika e Giacomo, che si tradurrà in un aiuto importante e concreto per tutti coloro che devono ancora affrontare e sconfiggere questo male. Appuntamento al 2018 con Fuck the Cancer 3.0, perché “certe luci non puoi spegnerle”.


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