«Il Varese mi ha voluto con tutte le forze. Ora saliamo insieme tra i professionisti»
Tra sprint e gol, Andrea Repossi sta convincendo (e gasando) i tifosi biancorossi

«Il Varese mi ha voluto con tutte le forze. Ora saliamo insieme tra i professionisti»

Andrea Repossi, un colpo in prospettiva: «La società ha preso il mio cartellino: voglio ripagare la fiducia»

Andrea Repossi è un volto nuovo in casa biancorossa e una risorsa da sfruttare, scoprire, esaltare. Dopo quattro anni a Inveruno, che gli hanno permesso di evidenziarsi come uno dei talenti più cristallini della categoria, Repossi ha scelto di provare a vincere la Serie D a Varese, sperando di arrivare presto tra i professionisti con i biancorossi. Sbarcato al Franco Ossola sul finire di agosto, il classe 96 non ha ancora compiuto un mese da giocatore del Varese ma già tanto è accaduto. Con lui, tracciamo un bilancio dell’inizio di questa esperienza in previsione della sfida di domenica a Inveruno, quello che per lui sarà il ritorno in una società che per 4 anni è stata casa sua.

Dopo quasi un mese di Varese, quali sono le prime impressioni?

Sono positive, senz’altro. Mi sto trovando molto bene a livello di gruppo ma anche con mister Iacolino. A parte la prima e l’ultima giornata, in cui sono partito dalla panchina perché ero appena arrivato e per un problema fisico, ho sempre giocato e mi sto inserendo sempre meglio.

Al Varese lei ci è arrivato ad agosto ma già nell’inverno scorso ci fu la possibilità di un suo trasferimento a stagione in corso: perché non si concretizzò?

Perché in quel periodo il presidente dell’Inveruno non volle lasciarmi partire, a loro servivo e alla fine restai. Forse è stato anche utile restare, perché ho fatto bene e ho avuto continuità nel giocare all’interno di una stagione positiva per l’Inveruno. Poi il mese scorso sono arrivato qui a Varese grazie alla forte volontà della società di prendermi. Il Varese ha infatti rilevato tutto il mio cartellino perché crede in me.

Come si è svolta la trattativa?

Inizialmente, in realtà, ho avuto la possibilità di salire di categoria con la Giana Erminio, che poi ha però scelto di acquistare Caldirola. Il discorso con il Varese era già avviato e ora come vedete sono qui, sperando di guadagnare il professionismo vincendo il campionato.

Che sensazioni proverà a tornare ad Inveruno domenica?

Penso sia bello riaffrontarli a livello sportivo, è stata casa mia per quattro anni. Sono arrivato dalla Berretti del Brescia che ancora non ero nemmeno in età per le quote giovani, e sono cresciuto davvero tanto. Sotto l’aspetto umano non sarà il massimo averli contro, ma lo sport è bello perché prevede anche questi incroci.

Di lei si è sempre parlato come di un potenziale campione: come mai quindi è ancora in Serie D?

È una bella domanda: penso perché evidentemente non ho ancora dimostrato di poter valere una categoria di più. Pensavo anche io di poter passare tra i professionisti prima, però l’estate mi ha portato a Varese e penso che sia una ottima opportunità. Qui c’è la concreta possibilità di vincere il campionato, soprattutto c’è l’ambizione di farlo. Ora penso a far bene qui, il fatto che il Varese abbia rilevato il mio cartellino significa che in caso di promozione potranno tenermi anche in Serie C. Sarebbe bello.

Lei è un classico esterno d’attacco ma Iacolino ti sta provando sia come seconda punta che come trequartista: come si trova?

Nella prima amichevole mi ha fatto giocare trequartista, e gli sono piaciuto. Ha capito quali sono le mie caratteristiche e sa di potermi giostrare su diversi ruoli d’attacco, anche da seconda punta.

L’inizio di stagione è stato zoppicante, la vittoria con la Pro Sesto può aver segnato una svolta?

In settimana ne abbiamo parlato, il problema principale era la cattiveria ed il modo di entrare in campo. È arrivata la vittoria e siamo felici, è meritata, però abbiamo preso tre gol, segno che c’è ancora da lavorare. Più passerà il tempo e più ci sarà intesa tra di noi, è normale.


© RIPRODUZIONE RISERVATA