«In ritiro abbiamo costruito il gruppo. Ora vogliamo batterci con le più forti»
Ale Albizzati bacia la maglia del cuore. Pronto a difenderla ancora (Foto by Archivio)

«In ritiro abbiamo costruito il gruppo. Ora vogliamo batterci con le più forti»

Ale Albizzati, capitano della Varesina, ci mette la faccia: «Tifosi, state con noi. Daremo tutto, contro tutti»

Quello che sta per iniziare non sarà soltanto il terzo campionato delle fenici in Serie D, ma pure il quinto di un uomo che rappresenta e racchiude nel proprio essere la Varesina stessa con i suoi colori: Alessandro Albizzati. Un uomo che ha sempre messo in campo e fuori tutto ciò che aveva. Faccia compresa, prendendo spunto da quel John Terry - suo idolo - con il quale da questa stagione condividerà il numero di maglia, il 26.

Albizzati, come sta?


Molto bene, mi sento in forma e pronto per iniziare. Il lavoro che abbiamo fatto in ritiro è servito molto, a me come a tutta la squadra.

A proposito del ritiro - il primo nella storia della Varesina - ce lo può raccontare?

È stata una bella e piacevole sorpresa. A Carpineti abbiamo avuto la possibilità di lavorare duramente e con molta concentrazione. Poi credo fortemente che sia stato fondamentale per conoscersi e capirsi sin da subito, e non solo in campo.

Quindi anche e soprattutto fuori?

Esatto, è proprio quello il punto. Capire con chi hai a che fare, che persone faranno parte della tua quotidianità, è vitale per il buon esito di una stagione. Personalmente penso che se all’inizio della scorsa stagione avessimo avuto la possibilità di partire come abbiamo fatto quest’anno, avremmo evitato alcuni problemi che ci hanno condizionato nell’ultimo campionato.

Però da quello che si sente e percepisce, queste problematiche non si ripeteranno.


Non penso proprio, anzi mi sento già di escluderle perché non sono arrivati soltanto grandi calciatori, ma soprattutto grandi uomini che hanno voglia di lavorare a testa bassa come dimostrano giorno dopo giorno.

Parliamo di obiettivi: per che cosa state lavorando? Per una salvezza tranquilla come è stato detto in più di un’occasione o per qualcosa di più?

Ovviamente per la salvezza, sarà questo il nostro obiettivo minimo e principale; poi è ovvio che si spera sempre in qualcosa di più e dopo due salvezze consecutive vorresti raggiungere posizioni più alte, ma tutto dipenderà da noi stessi. L’importante sarà rimanere saldamente con i piedi per terra.

Però se arrivasse pure Willy Osuji, quello della Varesina sarebbe un mercato da squadra di vertice e quelle posizioni più alte che ha menzionato non sarebbero poi così lontane.


Osuji è venuto con noi in ritiro e si è integrato molto bene. Certo che un suo approdo alla Varesina ci farebbe fare un ulteriore salto di qualità, alzando quindi l’asticella. Però prima deve arrivare e poi ribadisco che restare in Serie D dovrà essere il nostro obiettivo primario.

Quali saranno le armi che la Varesina dovrà usare per raggiungere la propria meta?

La compattezza e l’entusiasmo di un gruppo che si cementa ogni giorno di più, la voglia di riscattare un anno non andato come volevamo e l’abilità di Spilli nell’alternare moduli e atteggiamento a seconda delle situazioni.

Parliamo dei possibili avversari: in che girone spera?


Ne vorrei uno simile a quello di due anni fa, pieno di squadre, piazze e stadi importanti come Como o Lecco, per fare degli esempi. Partite affascinanti insomma.

Ultimamente è l’argomento sulla bocca di tutti: cosa ne pensa dell’introduzione delle cinque sostituzioni?

Preferivo le classiche tre, però bisognerà capire bene come verranno regolamentate. La paura è quella di avere dei secondi tempi troppo lunghi e spezzettati, anche se da quello che ho letto non sarà così. Diciamo che potrebbero aiutare gli allenatori.

Lei è sempre stato abituato a fare tanti gol. Quanti quest’anno?

Il maggior numero possibile. L’anno scorso per colpa di qualche problema fisico ne ho fatto soltanto uno; è vero che ne vale almeno dieci vista l’importanza che ha avuto, però vorrei aumentare un po’ il mio bottino, magari puntando a farne tanti come due campionati fa.

Per chiudere vuole lanciare un appello ai tifosi e un messaggio ai futuri avversari?


Ai tifosi chiedo di starci vicino, di essere il famoso 12° uomo in campo per aiutarci e sostenerci soprattutto nei momenti di difficoltà. Agli avversari dico solo che vogliamo stupire, che siamo pronti a tutto e a tutti.


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