«Le gare bisogna farle e vincerle. Non ci sono scuse per non provare»
Daniele Cassioli dà spettacolo nelle acque di Myuna Bay in Australia

«Le gare bisogna farle e vincerle. Non ci sono scuse per non provare»

Daniele Cassioli è campione del mondo di figure. Oggi le finali di slalom e salto: «Darò il massimo»

Daniele Cassioli conferma lo strapotere nello sci nautico e si laurea campione del mondo, eguagliando il suo record nelle figure, nelle acqua di Myuna Bay in Australia. Lo abbiamo intercettato nella notte dell’emisfero australe, alla vigilia di altre due finali importantissime.

Daniele, è arrivata la vittoria nelle figure con un distacco abissale: vittoria annunciata?


Ero il favorito, ma le gare bisogna farle e vincerle. Nelle figure sono l’unico che fa la corda al piede, ovvero mantengo le mani libere con una gamba sola sullo sci facendo salti e rotazioni, ecco il motivo di una vittoria così larga.

Su Facebook ha scritto: probabile record del mondo, è ufficiale?

Purtroppo no, ho “solo” eguagliato il mio primato mondiale perché mi hanno abbassato il punteggio. In finale ho sciato meglio che in batteria, quando ho fatto il record, ma i giudici hanno riguardato frame dopo frame i miei movimenti passando tutta la mia prova al rallentatore e hanno deciso così. Va bene comunque, vorrà dire che ci riproverò la prossima volta.

Tra poche ore c’è la finale di slalom: su Facebook abbiamo letto qualche status critico sulla sua batteria di qualificazione. Non è soddisfatto?

Sono sempre critico nella vita, è indubbio che la prestazione si stata al di sotto delle mie potenzialità, sono entrato in finale per un pelo. Bisogna puntare a vincere, in allenamento non sono stato continuo, ma sono riuscito a fare cose buone a sprazzi. È importante non darsi alibi.

Le difficoltà da dove arrivano?


Sono dovute a diversi fattori: qui in Australia gareggiamo su una pista in acqua salata e su un piano profondo un metro, l’acqua ha quindi una consistenza diversa da quella dove siamo abituati ad allenarci. Normalmente gareggiamo in acque dolci e più profonde, da noi l’acqua è come se fosse più dura sotto gli sci mentre qui è più veloce perché salata ma al tempo stesso è anche molle: si ha la sensazione che lo sci vada un po’ più sotto. Però partiamo tutti alla pari, quindi sono convinto di poter riuscire a vincere.

Abbiamo poi il salto: spieghiamo ai profani in cosa consiste?

Ci sono tre discipline: slalom, figure e salto. Le figure sono una disciplina in cui serve molto allenamento e tecnica, entra in gioco l’equilibrio e la percezione del proprio corpo nello spazio. Lo slalom richiede tecnica e esplosività, il salto grande coraggio perché si va molto veloci.

Che sensazioni ha di vittoria?


Nelle figure sono contento di aver fatto un punteggio molto alto, di aver sciato bene cercando di attaccare il record del mondo in un luogo non facile. Nello slalom gli antagonisti principali alla vittoria sono i due che sono davanti a me in classifica: l’americano è più forte, io però faccio il mio. Il mio fioretto è quello di pensare a me perché sul risultato degli altri non posso influire, sul mio sì. Nel salto invece serve sempre un pizzico di follia, di incoscienza; abbiamo una bella rampa e un bel piano d’acqua, sto saltando più che bene. C’è un norvegese che ha coraggio e va su forte, ma sono tranquillo.

A chi dedica tutto questo?


Alla mia famiglia, ai miei genitori che sono venuti sin qui per me e che sono un punto di riferimento assoluto. Lo dedico anche a Roberto Bof, mi è stato molto vicino, abbiamo fatto insieme il sito www.danielecassioli.it; da un punto di vista pratico, umano, gran fornitore di consigli, un vero amico e persona super.

Che messaggio manda questa sua vittoria?

Mi piace pensare che il mio compito sia quello di sfruttare questi risultati perché ti permettono di dire un po’ la tua. Sono impegnato in prima linea coi bambini che non vedono, con le famiglie per dare loro coraggio e motivazione nella crescita, ma non solo. Vado nelle scuole a raccontare le mie esperienze e spesso anche chi non è affetto da disabilità prende uno slancio maggiore perché non ha più scuse per non riuscire, è bello perché utile come presa di coscienza e di autoconsapevolezza.

Chi ringraziamo?

La Federazione, il mio tecnico Daniele D’Alberto, il nostro settore della federazione perché siamo molto considerati, ci sono stati vicini prima della trasferta, organizzarla in Australia non è semplice. Nutro grossa gratitudine per questo e tanto altro.


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