Come rendere speciale e unica la calza della Befana

Come rendere speciale e unica la calza della Befana

Befana in arrivo e come recita il detto, tutte le feste porta via. Allora come chiudere in bellezza queste festività se non facendo trovare, la mattina dell’Epifania una calza con qualche sorpresa dentro?

Se andate di fretta, potete acquistarne di già pronte ma di sicuro meno spontanee anche perché il divertente è proprio riempirla! Vi suggerisco di comprare solo la calza vuota, e a meno che voi non siate in grado di farne una con le vostre mani, in commercio se ne trovano veramente di tutti i tipi e a qualunque prezzo.

Trovata la calza adatta, adesso si passa al suo contenuto. Dunque, se si tratta di bambini potete riempirla con dolcetti, caramelle, cioccolatini e biscotti che potete dilettarvi a preparare da voi, senza tralasciare il classico e immancabile frammento di carbone dolce. L’importante è ricordarsi di incartare i dolcetti con cura prima di inserirli nella calza, onde evitare che si sbriciolino sporcando anche tutto il resto. Detto ciò, potete aggiungere anche un piccolo regalo come un gioco a completamento del tutto. Per quanto riguarda gli adulti, oltre ai dolci, che non devono mai mancare, si può aggiungere un piccolo cadeau come un libro, un dvd e perché no, vista la stagione, un tè o una tisana particolare. In ogni caso, libero sfogo alla fantasia purchè impacchettato a dovere e calcolate bene il peso della costruzione per evitare rovinose cadute dal gancio che le trattiene.

Infine, un tocco di classe, un biglietto di auguri firmato di vostro pugno. Curiosità. La parola Epifania deriva dal greco e significa “manifestazione di divinità”. Per i cristinai indica la visita dei Re Magi a Gesù. Ma l’origine di questa notte magica, tra il cinque e il sei di gennaio, ovvero la dodicesima dopo il solstizio d’inverno, è da ricondurre alla credenza pagana legata al rituale contadino e dedicata alla figura divina di Madre Natura identificata in Diana, la dea della Luna e dei cicli della fertilità.

In pratica nei dodici giorni dopo il Natale, quando i contadini avevano terminato la semina, riunivano tutte le speranze per un buon raccolto nel nuovo anno appena iniziato attraverso questo rito. Così Madre Natura, ormai vecchia e rinsecchita dal lavoro dell’anno precedente, era destinata a morire per poi rinascere più fertile. Ma prima di fare ciò portava i doni agli umani, volando in cielo e fecondando i campi.


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