Borsano non molla la presa: «Il sindaco deve ascoltarci»

Borsano non molla la presa: «Il sindaco deve ascoltarci»

Comitato pronto a firme e nuove manifestazioni: «Tesi tutte smontabili»

BORSANO - «I cittadini non chiedono la chiusura dell’inceneritore? Ma Borsano è con noi, e lo dimostreremo al sindaco». Il comitato ecologico di Borsano non ci sta, dopo aver sentito le parole con cui il sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli ha risposto ai colleghi dei Comuni del circondario della provincia di Milano che chiedevano il rispetto della decisione di spegnere i forni di Accam nel 2021. Così sono già partiti gli inviti ad un incontro (settimana prossima) con tutte le associazioni del quartiere, per una serie di iniziative che facciano chiaramente capire l’opinione di Borsano sull’impianto con cui convive da più di 40 anni.

«Partirà una raccolta firme, poi valuteremo se organizzare una manifestazione, chiamando a raccolta tutta Borsano - annuncia Adriano Landoni, portavoce del comitato ecologico - il sindaco forse non si accorge di cosa Borsano pensa dell’inceneritore, così come fa finta di non accorgersi dei 20 casi all’anno di ricoveri per patologie cardiovascolari che lo studio delle Ats attribuisce alla presenza dell’impianto. Abbiamo l’impressione che il sindaco riconosca solo quello che pensa lui». Il comitato non intende abbassare la guardia rispetto alla richiesta di chiusura dell’inceneritore entro la fine del 2021 e critica «l’insensatezza totale» dell’investimento di 4 milioni per i nuovi filtri.

«La nostra città si chiama Busto Grande perché è sempre stata votata all’innovazione e ad essere un riferimento per l’intero territorio, come quando creò l’aeroporto della Malpensa o lo stesso consorzio Accam che negli Anni 70 era un’iniziativa all’avanguardia - aggiunge Landoni - vogliamo rivedere quello spirito da Busto Grande, nel coraggio di essere la prima città che chiude l’inceneritore per guardare a nuove tecnologie pulite e rispettose della salute e dell’ambiente, e non quello di una Busto piccola che non ascolta gli esperti dell’Ats e la volontà della gente e che non è nemmeno in grado di chiedere quel sostegno che la Regione ha già detto di voler garantire».

Oltre tutto, aggiungono quelli del comitato, «dalle parole della presidente Bordonaro sul mancato incremento dei conferimenti si percepisce anche un problema di convenienza economica, che smonta la tesi della necessità di andare oltre al 2021. Stavolta lo dice la presidente di Accam».


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