Caos al Crespi di Busto Arsizio. Sgomberate le aule del liceo al primo piano
Villa Recalcati, sede della Provincia di Varese (Foto by Archivio)

Caos al Crespi di Busto Arsizio. Sgomberate le aule del liceo al primo piano

La Provincia chiede di attuare il provvedimento. Il sindaco s’infuria, ma deve firmare

BUSTO ARSIZIO - Liceo classico Crespi, un nuovo pasticcio. La Provincia chiede lo sgombero delle aule al primo piano di piazza Trento e Trieste.

Il sindaco si arrabbia ma è costretto a firmare l’ordinanza di chiusura delle aule: oggi sopralluogo tecnico per capire se si può aggirare la richiesta di Villa Recalcati. «Hanno disatteso gli accordi che erano stati presi» lo sfogo di Emanuele Antonelli.

A scatenare l’ira funesta del primo cittadino bustocco è stata la comunicazione pervenuta ieri in Comune, nella quale il dirigente responsabile dell’ente Provincia di Varese Alberto Caverzasi, a proposito della già ampiamente dibattuta questione della “succursale” del “Daniele Crespi”, «ribadisce la necessità di operare, in ambito didattico, in strutture sicure», in attesa del progetto di messa in sicurezza che era stato concordato. Testuali parole: «È pertanto necessario nel più breve tempo possibile effettuare il rilascio dei locali posti al primo piano del distaccamento (di Piazza Trento e trieste, ndr), lasciando in uso esclusivamente il piano terra sopperendo alle eventuali necessità attraverso forme di orario che consente nel rispetto dei limiti di capienza nella sede di via Carducci».

Di fatto, questa la lettura fatta da Palazzo Gilardoni, una sconfessione degli accordi che Comune e Provincia avevano raggiunto nel “summit” che, dopo una settimana di polemiche, era stato convocato proprio nelle aule che l’8 settembre scorso erano state dichiarate inagibili dallo stesso ente che è competente in materia di edilizia scolastica per le superiori. Dopo un turbinio di telefonate, con il presidente della Provincia Gunnar Vincenzi, con il Prefetto Giorgio Zanzi e con il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Claudio Merletti, e un veloce confronto con i tecnici comunali, al termine della riunione di giunta di ieri pomeriggio, Antonelli ha fatto predisporre immediatamente l’ordinanza di chiusura del primo piano dell’edificio di Piazza Trento e Trieste, sede distaccata del “Crespi”.

«Sono stati completamente disattesi gli accordi che erano stati presi - sostiene Antonelli - se dopo poco più di una settimana ci mandano una lettera del genere per scaricare ogni responsabilità sul Comune, mi viene da chiedere se in Provincia parlano tra di loro, ma anche dov’era e cosa ha fatto negli ultimi cinque anni questo dirigente».

Dal sindaco una vena inevitabilmente polemica nei confronti dell’ente governato dal centrosinistra, soprattutto alla luce delle considerazioni lette nelle scorse settimane, in particolare dal Pd bustocco: «A questo punto - attacca Antonelli - ringrazio anch’io il lavoro silente del presidente Vincenzi e dei consiglieri provinciali Mariani e Lauricella, evidentemente così tanto silente da non essere stato percepito nemmeno dai dirigenti della Provincia. Forse l’autonomia ci vuole davvero, ma soprattutto dalla Provincia».

Stamattina le aule dichiarate inagibili torneranno ad essere off limits per studenti e docenti. Un nuovo guaio per l’istituto diretto dalla preside Cristina Boracchi, che dovrà ancora una volta trovare la sistemazione provvisoria per gli alunni della succursale del liceo. Oggi si spera che, magari con nuove perizie e verifiche, la situazione possa essere ancora una volta messa di fronte a un punto fermo. Ne va anche della credibilità delle istituzioni.


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