Clericò pestato a sangue in carcere. «Si era opposto ad una molestia»
Vito Clericò è in carcere con l’accusa di essere l’assassino di Marilena Re

Clericò pestato a sangue in carcere. «Si era opposto ad una molestia»

Il presunto assassino di Marilena Re sarebbe stato picchiato dal compagno di cella

BUSTO ARSIZIO - «Ho paura di quell’uomo, non voglio stare in carcere con lui. Chiedo di essere spostato: temo per la mia vita». Sarebbe stato pestato a sangue all’interno del carcere di Busto Arsizio, ma prima del pestaggio, temendo per la propria incolumità, Vito Clericò pare avesse scritto una lettera indirizzata all’autorità giudiziaria nella quale avrebbe espresso tutta la sua preoccupazione per la situazione che stava vivendo in cella.

Una lettera che l’avvocato che lo assiste, Daniela D’Emilio del Foro di Busto, consegnerà ai magistrati, a maggior ragione dopo quello che gli è capitato. Clericò, accusato di omicidio volontario e di occultamento di cadavere, della promoter di 58 anni di Castellanza, Marilena Rosa Re, sarebbe stato picchiato a colpi di piatto di ferro martedì sera intorno alle 20, durante la cena. A un certo punto il compagno di cella gli si sarebbe avventato contro colpendolo ripetutamente.

È stato necessario il trasporto in ospedale a Busto Arsizio dove è stato curato, ma a preoccupare sono soprattutto le condizioni dell’occhio, ferito in maniera seria.

La situazione è stata denunciata dall’avvocato che lo assiste che ieri mattina era andata in carcere per uno dei colloqui settimanali: «Ero con il mio collega – ha raccontato il legale – quando a un certo punto ho incontrato Vito Clericò. Era una maschera, un mostro. Mi sono subito spaventata per quello che stavo guardando. Gli ho chiesto subito cosa fosse successo. Mi ha raccontato del pestaggio che aveva subito. Già da lunedì il compagno di cella, una persona della quale in tanti hanno timore all’interno del carcere, lo ha molestato. Lui racconta che il giorno dopo quest’uomo, evidentemente come ritorsione per il suo rifiuto, lo ha aggredito in maniera violenta, colpendolo con il piatto contro il volto. Noi abbiamo saputo quello che era successo solo il giorno dopo, la mattina di mercoledì quando siamo andati in carcere.

Una situazione allucinante, non tollerabile. È stato aggredito con violenza. Mi ha fatto davvero specie vedere le guardie penitenziarie essere quasi indifferenti rispetto alla questione che sollevavo. Come se fosse tutto normale. Invece non può essere normale che un uomo venga picchiato in quel modo così selvaggio. È inaccettabile umiliare oltremodo una persona che si trova in quella condizione. Preparerò istanza per chiedere che Vito Clericò non resti nella cella con quell’uomo. Ha paura per la propria incolumità. È stata già fatta denuncia per quello che è accaduto».


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