Decine di richieste di parti civili. Slitta l’udienza
Quasi duecento persone ieri hanno assediato il tribunale di Busto per la prima udienza preliminare di “Angeli e demoni”. In aula solo Cazzaniga

Decine di richieste di parti civili. Slitta l’udienza

Angeli e Demoni: ieri debutto in aula davanti al gup per l’inchiesta sulle morti sospette a Saronno

BUSTO ARSIZIO - Udienza preliminare ieri mattina in tribunale a Busto Arsizio per l’inchiesta “Angeli e Demoni” che vede coinvolti in particolare Leonardo Cazzaniga, ex vice primario del pronto soccorso di Saronno e l’infermiera Laura Taroni. È iniziato, davanti al gup del tribunale di Busto, Sara Cipolla, il processo per le morti sospette in corsia a Saronno: in attesa di un eventuale rinvio a giudizio non ci sono solo i due amanti, che devono rispondere di omicidio volontario.

Cinque decessi nel mirino

Cazzaniga deve rispondere della morte di quattro pazienti e in concorso con l’amante, Laura Taroni, anche del decesso del marito di lei, Massimo Guerra. In attesa di eventuale rinvio a giudizio ci sono, infatti, anche tutti gli altri indagati, in particolare diversi medici della struttura di Saronno. L’udienza è stata rinviata al 25 luglio, quando il giudice deciderà a proposito delle parti civili che ieri mattina hanno presentato richiesta di costituzione.

Decine le richieste che dovranno essere valutate in previsione di un eventuale accoglimento: tra le più rilevanti, oltre a quelle dei familiari delle presunte vittime, hanno presentato richiesta Codacons, Federconsumatori Varese, Asst Valle Olona, Ordine Medici Milano, Federazione Medici Ipasvi (infermieri), associazione di consumatori Codici, Tribunale del Malato.

«Spostate il processo»

In aula era presente anche Leonardo Cazzaniga, difeso dall’avvocato del Foro di Brescia Ennio Buffoli: «È determinato a difendersi – ha spiegato il legale – è sereno e molto determinato». Il legale ha chiesto lo spostamento del processo in un’altra sede presentando una richiesta di rimessione per incompatibilità ambientale: «Ho chiesto alla Cassazione – spiega il legale di Brescia – se ci sono gli elementi per lo spostamento della sede quando c’è il sospetto circa la serenità di giudizio di tutte le parti, non solo da parte di chi deve giudicare». «L’abbiamo depositata – ha confermato il legale – e verrà trasmessa in Cassazione. Credo ci vorranno un paio di mesi». C’erano anche i familiari delle vittime per le quali la Procura di Busto Arsizio (titolare del fascicolo il pm Maria Cristina Ria) ha proceduto per omicidio volontario. Non c’era, invece, in aula l’infermiera Laura Taroni, tuttora in carcere.

Si torna in aula tra una settimana quando si saprà quali richieste sono state accolte. Per le richieste della Procura rispetto ai rinvii a giudizio si dovrà attendere invece qualche altra udienza, magari subito dopo le vacanze.


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