«Disponibile al dialogo Ma basta tensioni»
Il sindaco Emanuele Antonelli ha incontrato ieri in Municipio la delegazione dei richiedenti asilo ospitati nella palazzina dell’ex Cral Enel e i responsabili della cooperativa Kb (Foto by Varese Press)

«Disponibile al dialogo Ma basta tensioni»

Profughi - Dopo i disordini in via dei Mille, ieri mattina il confronto fra Antonelli e i richiedenti asilo

BUSTO ARSIZIO - I profughi chiedono la carta d’identità, il sindaco Emanuele Antonelli strappa una settimana di tregua: «Verificherò personalmente se si possono concedere i documenti. Ma non tollero più proteste in strada che spaventano i nostri cittadini». Le opposizioni aprono ad una “gestione diretta con la rete Sprar”.
Dopo tre giorni di tensioni in via dei Mille, ieri mattina è durato circa due ore l’atteso confronto in Municipio tra il sindaco Emanuele Antonelli, la delegazione dei richiedenti asilo ospitati nella palazzina dell’ex Cral Enel e i responsabili della cooperativa KB che gestiscono il centro. Alla fine il primo cittadino è riuscito a prendere tempo e a farsi garantire dai profughi che non si ripeteranno le scene di tensione e le proteste nelle strade che negli ultimi giorni hanno suscitato disagi e preoccupazione tra la popolazione.
«Sono disponibile al dialogo e ho dato la mia disponibilità a verificare le loro richieste, ma ponendo come paletto irrinunciabile il fatto che non voglio più vedere scene come quelle dei giorni scorsi - sintetizza il sindaco Emanuele Antonelli - chi era presente se ne assume la responsabilità, ma d’ora in avanti non tollero che si blocchino le strade o che si inscenino proteste plateali, che spaventano i cittadini». Le responsabilità a cui si riferisce il sindaco sono anche possibili provvedimenti, che valuteranno le autorità, nei confronti di chi ha ecceduto nei toni della protesta.
Di certo, ieri a Palazzo Gilardoni, la delegazione dei richiedenti asilo ha fatto sostanzialmente due tipi di richieste: da un lato, la possibilità di ottenere la carta d’identità, come previsto dalla legge (in altre realtà, come anche a Casa Onesimo, gli aspiranti rifugiati hanno ottenuto i documenti), che permetterebbe loro di lasciare il centro per cercarsi un’occupazione; dall’altro, il cambio di gestione della struttura di via dei Mille.
Sul primo punto, il sindaco si è preso «una settimana di tempo per compiere tutte le verifiche necessarie» per capire se la richiesta è accoglibile, e con quali modalità e tempi. Sul secondo fronte, i titolari della cooperativa, Katiusha Balansino e Roberto Garavello, hanno promesso che cambieranno gli attuali responsabili della struttura ma hanno anche dato al sindaco Antonelli la loro disponibilità a passare la mano, offrendo alla città il residence di via dei Mille in comodato gratuito. Ecco che a questo punto potrebbe anche tornare d’attualità la provocazione agostana dello stesso Antonelli, che aveva lanciato pubblicamente l’idea di una gestione diretta dei profughi da parte del Comune, per poter incamerare i 35 euro al giorno per ciascun richiedente asilo. «Se così fosse, e se Busto intendesse entrare a far parte della rete Sprar (il “Servizio protezione dei richiedenti asilo” degli enti locali, ndr), appoggeremmo questa soluzione» fa sapere Claudia Cerini, consigliera del Movimento Cinque Stelle.
Anche il consigliere Pd Massimo Brugnone, dopo aver visitato il centro di via dei Mille, apre a questa strada: «Bene chiedere al Prefetto di cambiare la gestione. Adesso, però, non sbagliamo più. Non possiamo più permetterci una KB, né di fare tutto da soli. Servono professionisti, competenze e strumenti, tempi e spazi».


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