«Faccio sesso con chi vuoi ma tu regalami la droga»

«Faccio sesso con chi vuoi ma tu regalami la droga»

Nel maxi processo da 67 imputati, tra cui due varesini, il degrado dello spaccio nei boschi tra Lainate e la Valle Olona

GORLA MINORE - «Lo faccio anche con tre persone, ma poi mi raccomando fammi un bel regalo». Per la droga avrebbero fatto di tutto, persino sottoporsi in maniera consenziente a rapporti sessuali con più soggetti in contemporanea.

È uno degli aspetti più scioccanti emersi da alcune delle intercettazioni inserite nel maxi processo di Milano, partito pochi giorni fa in aula bunker, e che vede coinvolti una sessantina di imputati, che devono rispondere di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti, tra i quali sono coinvolti anche due varesini. Le assuntrici di droga, che figurano come testimoni nel processo per la droga smerciata a fiumi, in particolare cocaina ed eroina, nei boschi dell’Alto Milnaese, tra Lainate e la stessa Valle Olona, erano disposti a fare qualunque cosa pur di ricevere «un bel regalo». Persino mettere in gioco il proprio corpo, più e più volte, pur di arraffare la sostanza stupefacente della quale erano assuefatte.

Nell’inchiesta, di fianco gli imputati, c’è la situazione di grande degrado nella quale convivevano assuntori e assuntrici. Ed erano veramente tanti. Un oceano di consumatori che ogni giorni si riversava verso i boschi dell’Alto Milanese per procacciarsi la droga. Nel processo che si sta sviluppando attraverso l’udienza preliminare, in veste di imputati, ci sono D. D. G. classe 1982 residente a Gorla Minore, il quale è finito nei guai per fatti contestati nel mese di ottobre del 2013, e A. M. classe 1994 residente a Cardano al Campo. Anche lui dovrà rispondere di detenzione ai fini dello spaccio di sostanze stupefacenti.

Secondo la Procura di Monza i due acquistavano da un altro spacciatore della cocaina per poi rivenderla a terzi. Per entrambi la pubblica accusa ha inoltrato richiesta di rinvio a giudizio. Per loro e per altri 65 imputati. La vicenda processuale riguarda i presunti spacciatori, italiani e nordafricani, che tra il 2009 e il 2016 avrebbero rifornito di sostanza stupefacente, un numero enorme di clienti nella zona dell’Alto Milanese. In particolare i promotori dell’attività di spaccio avevano preso d’assedio le aree boschive di Lainate, trasformandole in veri e proprie “Drive In” della droga.

Si torna nuovamente in aula bunker davanti al Gup Carlo Ottone De Marchi il prossimo 4 dicembre quando verranno accolti anche i riti alternativi. Dovrebbero essere, infatti, numerosi i futuri imputati che potrebbero scegliere di essere giudicati con l’abbreviato.


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