Il cellulare in carica prende fuoco da solo. Attimi di terrore in un condominio di Castellanza

Il cellulare in carica prende fuoco da solo. Attimi di terrore in un condominio di Castellanza

Il telefono apparteneva ad uno studente che lo aveva appoggiato su una coperta

CASTELLANZA - Notte di paura in un condominio di Castellanza: tutta colpa, pare, di un cellulare in carica la cui batteria sarebbe andata in surriscaldamento innescando un incendio che avrebbe messo in allarme una palazzina intera.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Castellanza, coordinati dai colleghi della Compagnia di Busto Arsizio, e i vigili del fuoco.

I fatti si sono svolti nella notte, intorno alle 3, nella zona di via Testori. Dai primi riscontri pare che il cellulare si trovasse all’interno di un appartamento nel quale vive un giovane studente universitario di 23 anni. Sempre secondo le prime informazioni, il cellulare si trovava in carica. Un’operazione banale, ripetuta chissà quante volte. Ma la scorsa notte qualcosa è andata storta e le conseguenze potevano essere ancora più devastanti.

Sembra che il cellulare fosse stato appoggiato su una coperta o su un altro tessuto di uso quotidiano. A un certo punto le fiamme hanno preso vigore, tanto da richiamare l’attenzione non solo del condomino interessato, ma anche da altri condomini della palazzina.

Il fuoco si è sviluppato rapidamente interessando alcuni arredi dell’alloggio. Arredi che sarebbero stati danneggiati dalle fiamme. Il fuoco sempre più minaccioso ha consigliato i condomini, più che altro a titolo precauzionale, di abbandonare la palazzina.

I vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme evitando che l’incendio potesse estendersi ulteriormente: in queste stesse ore stanno ultimando anche le relazioni tecniche, ma pare proprio che tutto abbia avuto inizio dalla batteria in fiamme.

Potrebbe aver preso fuoco per un malfunzionamento o magari anche per le alte temperature registrate nelle ultime ore. Dopo pochi minuti tutti i condomini sono rientrati nelle loro case.


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