Promesse, idee concrete e lingue biforcute. Il faccia a faccia infiamma il clima elettorale
I quattro candidati sindaco domenica sera sul palco del teatro di via Dante a Castellanza

Promesse, idee concrete e lingue biforcute. Il faccia a faccia infiamma il clima elettorale

Castellanza al voto - Tanti spunti dopo il dibattito tra i quattro candidati organizzato da “Il Prisma” e dal nostro quotidiano

Mirella Cerini, Michele Palazzo, Marinella Colombo o Paolo Colombo: fra pochi giorni sapremo chi sarà il nuovo sindaco della città di Castellanza.
I quattro candidati, rispettivamente, di “Partecipiamo”, “Sognare Insieme Castellanza”, “Marinella Colombo sindaco” e “Castellanza al centro” si sono confrontati domenica sera in occasione di “Una poltrona per quattro”, appuntamento organizzato al Teatro di Via Dante dall’Associazione culturale Il Prisma in collaborazione con La Provincia di Varese. I possibili successori di Fabrizio Farisoglio, incalzati dalle domande del moderatore, il nostro Francesco Caielli, hanno provato a convincere il pubblico ad accordare loro il voto.
«Perché votarmi? Perché conosco molto bene sia Castellanza, una città che amo profondamente, sia il Comune – ha affermato Marinella Colombo – Quando mi pongo un obiettivo cerco sempre di raggiungerlo. Non posso però parlarvi di sogni, ma di servizi attuabili nel concreto». Ad esempio, ove possibile, ha assicurato, l’aggravio fiscale sarà diminuito. «Nonostante i tagli delle erogazioni statali – ha aggiunto – i servizi sono andati avanti comunque, senza maggiori costi e anzi la spesa pubblica è diminuita. Andremo avanti così». Per Paolo Colombo le parole chiave sono trasparenza, competenza, condivisione delle scelte, più efficienza ed efficacia, spirito di servizio. «Amo Castellanza – ha dichiarato – e intendiamo puntare su istruzione, formazione dei giovani, sulle famiglie, le start up, il miglioramento del marketing territoriale e sulla libera iniziativa degli imprenditori».
Palazzo ha elencato, con lo stile che lo contraddistingue, le ragioni per cui dovrebbe essere votato. «Primo perché non ho la lingua biforcuta. Secondo perché vogliamo dare voce a tutta la comunità. Non vogliamo essere eletti per arrivare noi al potere, ci interessa cambiare un sistema. Per 40 anni ho cercato di aiutare tutta la comunità, a prescindere dal credo politico, senza interessi. In politica metto il cuore». Poi ha fatto tre promesse: se diventerà primo cittadino non prenderà un euro di soldi pubblici, realizzerà nei primi tre mesi la rotatoria al Buon Gesù e tenterà di bloccare la nascita del polo commerciale all’ex Peplos. «Negli ultimi anni Castellanza si è fermata, – sono state infine le parole della Cerini – dobbiamo farla ripartire. L’idea di Castellanza va costruita tutti insieme: il nostro infatti non è un programma calato dall’alto. Le persone hanno bisogno di essere ascoltate e noi vogliamo dare loro voce». La situazione, stando all’andamento del dibattito, è incerta: nessun candidato è sembrato prevalere sull’altro. La sentenza tra meno di una settimana.


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