Quando la solidarietà “scade” nel malcostume
L’eloquente cartello affisso da don Fabrizio e dai volontari della Caritas di Olgiate

Quando la solidarietà “scade” nel malcostume

Don Fabrizio e i volontari Caritas di Olgiate Olona costretti all’azione: «Basta donare alimenti avariati o aperti»

OLGIATE OLONA - Aiutare chi è avvolto nelle spire della povertà è proposito nobile. Farlo solo per lavarsi un po’ la coscienza e tanto per dire di avere fatto qualcosa di utile non è però altrettanto edificante. Accade a volte che la buona intenzione sia vanificata da un’azione che non lo sorregge. Per esempio dare a chi ha bisogno di generi alimentari qualcosa di scaduto o di addirittura già aperto. Solo un brutto pensiero? Niente affatto.

Mancanza di rispetto

Per accorgersi del fatto che un tale malcostume ha purtroppo cittadinanza, anche se non ampia, basta gettare lo sguardo su Olgiate Olona. All’interno della parrocchia Buon Gesù Caritas e parrocchia hanno da tempo posto una cesta dove chi desidera davvero aiutare i più bisognosi può lasciare qualche genere di prima necessità. Che poi quanto si lascia debba essere in buono stato dovrebbe rientrare nel novero dell’ovvio.

Ma non è così. Ora quella cesta è vuota, complice forse anche il periodo di ferie. Ma, a quanto pare, vi sono state occasioni in cui i generi alimentari che dovrebbe accogliere non erano ospiti del tutto graditi per via delle loro condizioni non proprio decenti. Con il risultato di rischiare di umiliare chi già patisce umiliazione a causa della sua indigenza. E anche di mancare di rispetto ai volontari di Caritas e parrocchia che, nobilmente e in totale spirito di gratuità, portano avanti quotidianamente il servizio di assistenza a chi è in difficoltà.

Il cartello

E così, nella speranza di non vedere più pacchi già aperti o alimenti già consumati nella cesta, Caritas e parrocchia hanno avvertito il dovere di apporre una scritta precisa: «Attenzione – vi si legge- il cesto del povero non è la pattumiera, per cortesia non lasciare generi alimentari deperibili, confezioni consumate a metà o generi alimentari scaduti». La firma è del parroco don Fabrizio e dei volontari Caritas.

Perché la povertà materiale che oggi indubbiamente lacera diversi nuclei familiari non si combatte certo con la povertà spirituale del lasciare cose ormai immangiabili. Un messaggio che, per altro, il comune di Olgiate, a braccetto con le due Caritas, ha inteso ribadire di recente in una conferenza stampa convocata per illustrare i progetti di sostegno ai bisognosi. Insomma, il concetto portato avanti da Caritas e parrocchia non si presta a fraintendimenti: aiutare chi soffre significa assistere chi è in situazione di miseria, non fare venire a galla la propria miseria interiore con gesti fatti tanto per fare.


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