San Michele adesso ha paura: «Gli immigrati sono un problema»
Il rumeno ha aggredito la coppia di sorelle in via Quintino Sella

San Michele adesso ha paura: «Gli immigrati sono un problema»

Politica scatenata: «La situazione sta degenerando». E il quartiere insorge

BUSTO ARSIZIO - Aggressione alle due anziane sorelle, San Michele ha paura: «Poteva toccare a chiunque». La politica insorge: «La situazione sta degenerando» l’indignazione dell’assessore alla sicurezza Max Rogora.

Il quartiere è ancora incredulo dopo l’assurda e immotivata aggressione di un rumeno ubriaco ai danni di due sorelle, avvenuta alle cinque del pomeriggio in via Quintino Sella, dietro alla Madonnina in Prato. Un punto frequentatissimo della zona commerciale del quartiere, che rappresenta una sorta di “secondo centro” di Busto. Tra gli abitanti e i negozianti che giovedì si sono trovati il “mostro” sotto casa montano rabbia e indignazione, ma anche paura.

«Poteva succedere a chiunque»

Perché «poteva aggredire chiunque», ma anche perché «mezz’ora prima i bambini escono da scuola», in piazza Manzoni: questi alcuni dei commenti che circolavano ieri nel centro di San Michele. L’ex segretario di FdI Francesco Attolini, che abita proprio in quella zona, ricorda «il nigeriano che vagava nudo e picchiò anche dei carabinieri» per condannare «un’altra scena di inaudita violenza» nel quartiere.

Il vicesindaco leghista Isabella Tovaglieri racconta di un extracomunitario che tentava di prendere a bottigliate le auto sempre giovedì sera fuori dalla sede della Lega in corso Italia, per significare che «possiamo ricorrere a tutti i palliativi per migliorare la sicurezza sul territorio, ma qui siamo di fronte ad un problema di inconciliabilità di culture. A memoria non ricordo fatti così eclatanti commessi da un bustocco: sarebbe il caso di rivedere questa tanto sbandierata integrazione, ma anche le procedure di espulsione, perché non bastano fogli di carta da incorniciare ai muri, se le autorità non hanno i mezzi per farle eseguire».

Le reazioni

Indignato l’assessore leghista Max Rogora: «Questo vigliacco è come se avesse messo le mani addosso a mia nonna, allucinante. È la goccia che fa traboccare il vaso. Non è possibile riempire la nostra città di “robe” così, che nemmeno definisco persone, senza che le forze dell’ordine abbiano i mezzi per intervenire. Questa gente deve andarsene fuori dai coglioni: si facciano un esame di coscienza i signori politici che hanno in mano i “bottoni” e che, come Renzi a Busto ma vale per tanti altri, girano con le scorte».

Più diretto contro l’ex premier è Giampiero Reguzzoni, consigliere regionale leghista, che imputa «l’ennesimo caso di violenza» (l’aggressione in via Sella come quella compiuta da un richiedente asilo in un supermercato due giorni fa) alla «triste eredità di cinque anni di governo Pd-sinistra, trascorsi a pensare agli immigrati senza far nulla per gli italiani».

Reguzzoni punta il dito contro il «garantismo a senso unico, dove gli italiani sono perseguitati e gli stranieri perdonati anche per crimini così efferati», auspicando «dure condanne ed espulsioni» per gli autori delle violenze.


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