Trentamila spettatori per il teatro “Delia Cajelli”
La squadra Educarte: seduti Geltrudi e Menato, in piedi Orlando e Corrado

Trentamila spettatori per il teatro “Delia Cajelli”

Numeri importantissime per quella che era considerata una stagione di rodaggio

In trentamila per la stagione del rilancio del teatro Sociale “Delia Cajelli”. «Stiamo lavorando per riportare il teatro ai fasti di un tempo» sottolinea Antonio Corrado, coordinatore per Educarte dell’attività della sala di piazza Plebiscito. Al termine della stagione 2016/2017 (anche se l’attività non va in vacanza, visto che tra il 29 giugno e il 27 luglio il teatro Sociale proporrà quattro eventi serali gratuiti che animeranno piazza Santa Maria e piazza San Giovanni), è tempo di bilanci per la sala bustocca di proprietà della Fondazione Comunitaria del Varesotto. Un numero su tutti, che spazza via certe polemiche: le 30mila persone che nell’arco della stagione sono «passate dalla casa di Delia Cajelli, a tenere viva la sua passione per la recitazione, la cultura e le arti tutte - fanno notare dall’associazione culturale Educarte che cura l’attività del Sociale con la Fondazione - numeri di assoluto rispetto, soprattutto se si pensa che questa doveva essere a detta di tutti una stagione di rodaggio per il definitivo rilancio».

Al di là dei numeri sono soprattutto le «buone pratiche di collaborazione messe in atto» che soddisfano Danilo Menato, marito di Delia Cajelli ancora impegnato con Educarte. Riferimento alle varie sinergie che hanno «completato e impreziosito» il cartellone del teatro Sociale, da quella con il Teatro di Varese a quella con il Cinema Anteo (che ha permesso il ritorno del grande cinema in sala alla domenica e al lunedì), dai laboratori teatrali della Zattera alle rappresentazioni in lingua originale del Palketto Stage, dalla rinascita del Bistrot affidato ad una cooperativa sociale ai corsi e laboratori nel Ridotto e nel foyer, fino agli eventi “sociali” organizzati dal Comune di Busto Arsizio e da diverse associazioni del territorio e a quelli progettati in autonomia da Educarte, come «le Giornate Pirandelliane, da sempre fiore all’occhiello del nostro teatro».

Insomma, quel che serve per corroborare la sfida di «restituire definitivamente alla città il suo Sociale e al teatro il ruolo cardine nella vita culturale bustocca che lo aveva sempre caratterizzato», come spiega Antonio Corrado, new entry di Educarte. «Il compito che ci siamo dati insieme al presidente della Fondazione Luca Galli è di riportare il Teatro Sociale ai fasti di un tempo, facendone un volano di arte e cultura che possa coinvolgere l’intera città, a partire dalle altre sale cittadine. Perché la capacità di fare rete, e di farla davvero, è il vero successo di questa nostra annata».


© RIPRODUZIONE RISERVATA