Uccise Claudio Silvestri. Trent’anni a Diakoure
La salma di Claudio Silvestri portata via dalla sua abitazione: era il 6 agosto 2016 (Foto by Archivio)

Uccise Claudio Silvestri. Trent’anni a Diakoure

Per l’omicida, reo confesso, la pubblica accusa aveva chiesto l’ergastolo

JERAGO CON ORAGO - E’ stato condannato a 30 anni di reclusione con il rito abbreviato Emmanuel Diakoure, l’uomo che il 5 agosto di un anno fa uccise a Jerago con Orago, Claudio Silvestri.

La pubblica accusa del Tribunale di Busto Arsizio, rappresentata dal Pm Nadia Calcaterra, in sede di conclusioni aveva chiesto l’ergastolo. Il giudice del tribunale di Busto Arsizio, Guerrero, riconoscendo la penale responsabilità dell’imputato, escludendo però le aggravanti, non ha inflitto la pena massima, condannandolo tuttavia a 30 anni di carcere.

Durante l’udienza che si è svolta ieri mattina c’erano anche alcuni familiari della vittima. Alcuni giorno dopo l’omicidio, il reo confesso aveva raccontato di aver incontrato Silvestri nei pressi della stazione ferroviaria di Gallarate.

Un incontro che avrebbe segnato purtroppo la fine del Silvestri. Ogni sua dichiarazione aveva trovato riscontro negli accertamenti degli inquirenti, c’era anche un’impronta digitale che lo collocava sulla scena del delitto, tranne una.

Djakoure, in prima battuta, aveva infatti detto di aver strangolato Silvestri con le proprie mani. Ma questo dettaglio era stato smentito dai referti dell’autopsia: Silvestri era morto soffocato, per strangolamento.

Djakoure aveva anche ammesso di aver colpito al volto Silvestri con dei calci. Secondo la ricostruzione investigativa il tragico epilogo sarebbe stato originato da un tentativo di rapina, finito male, e sfociato nel sangue.

Una vicenda drammatica che ha lasciato sgomenti tutti dalle parti di Jerago e non solo. L’imputato è assistito dall’avvocato del foro di Busto Arsizio, Maria Cristina Marrapodi. «Si tratta di un omicidio per il quale – ha spiegato il legale all’uscita dall’aula del tribunale dopo la sentenza - c’è stata la confessione».

Il legale ha già preannunciato appello: «Vedremo in secondo grado – ha aggiunto il legale dell’omicida Emmanuel Diakoure - se la sentenza sarà confermata. Lui è molto dispiaciuto e pentito».

Un pentimento che tuttavia non può consolare i familiari dell’uomo assassinato lo scorso mese di agosto. Una vicenda assurda sulla quale è stata messa, almeno in primo grado, la parola fine.


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