Villa Tovaglieri ora può rinascere. Fondazione Cariplo per un sogno?

Villa Tovaglieri ora può rinascere. Fondazione Cariplo per un sogno?

L’intuizione di Rossi e Farioli ora vuole vedere la luce. Servono 700 mila euro

Casa del Novecento, ecco il progetto per Villa Tovaglieri. Ora il Comune bussa alla porta della Fondazione Cariplo per poter concretizzare il sogno che fu lanciato dal senatore Gian Pietro Rossi.

Un’iniziativa che radunerà sullo sotto lo stesso tetto associazioni di diversa estrazione e di diversa tipologia, come il Raggruppamento Alfredo di Dio e l’Anpi (i partigiani “bianchi” e “rossi”), la Famiglia Bustocca e l’Archivio Fotografico Italiano, l’associazione Enrico Dell’Acqua e gli Amici di Angioletto Castiglioni. Una grande sfida che ha un padre nobile, il senatore e sette volte sindaco Gian Pietro Rossi che ebbe per primo l’intuizione, e un altro padre esecutore, il sindaco emerito Gigi Farioli che si diede da fare per realizzare il progetto nel finale del suo mandato.

Ora tocca alla nuova amministrazione, in particolare l’assessore alla cultura Paola Magugliani, trovare le risorse per sostenere il progetto di sviluppo della Casa del Novecento, che, intitolato “tra memoria storica e valorizzazione culturale”, «rappresenta un’ulteriore evoluzione di una serie di iniziative che sono state avviate nel corso degli ultimi anni». Servono 450 mila euro per la ristrutturazione della sede di villa Tovaglieri e 262 mila per la gestione triennale, con l’obiettivo di ottenere il 70% delle risorse dalla Fondazione Cariplo, a cui palazzo Gilardoni si rivolgerà nella speranza di poter ottenere una risposta positiva.

Dall’iniziale intenzione di valorizzazione della memoria del Novecento, il nuovo progetto si propone più ambiziosamente di creare un vero e proprio polo culturale in grado di mettere in connessione la Casa del Novecento con le altre eccellenze culturali del territorio, dall’Icma al Museo del Tessile alla casa della musica. Sono cinque gli obiettivi dell’assessore Magugliani: si va dall’ampliamento dell’offerta culturale («una nuova esperienza, che sia in grado di arricchire l’attuale proposta bustese e che favorisca al contempo l’introduzione di elementi innovativi non presenti in altri contesti territoriali») agli spazi per ospitare diversi archivi storici. Dalla volontà di dare una specifica funzione d’uso alla Villa alla creazione di una rete partecipata fino all’occasione della riqualificazione di alcune parti. «La Villa in sé è già agibile e le sale sono utilizzabili. Attraverso il progetto si vuole completare soprattutto la parte di ristrutturazione esterna, che necessita dei restauri e creare da zero un ascensore che favorisca l’accessibilità ai piani da parte di tutta l’utenza».


© RIPRODUZIONE RISERVATA