«Voleva sedurla, non di certo farle male». L’imprenditore in cella si difende
Giovanni Bernardini è in cella a Lecco

«Voleva sedurla, non di certo farle male». L’imprenditore in cella si difende

Stalker Comi - L’uomo fermato per le attenzioni alla politica 34enne rigetta le accuse. E in carcere è sommerso dall’affetto delle “fans”

La versione dello stalker Giovanni Bernardini: «Solo un corteggiamento vecchio stile». E il suo legale, che ne ha chiesto la scarcerazione, rivela che avrebbe «numerose ammiratrici» che vogliono scrivergli lettere e incontrarlo.

Un provvedimento restrittivo del Tribunale di Busto Arsizio, che a giugno, emesso dopo sei mesi di denunce, gli aveva imposto di stare ad almeno 500 metri di distanza dall’eurodeputata Lara Comi, non era bastato a convincere Bernardini, imprenditore di 47 anni di Jesolo con la passione per la politica, già candidato sindaco con scarsi risultati per Sel e Idv nella sua città, a smetterla di perseguitare la 34enne vicepresidente del gruppo PPE al Parlamento europeo. Messaggi, telefonate, pedinamenti, regali, fiori, e quell’anello, un solitario di brillanti del valore di circa quattromila euro (a quanto riferisce il legale dello stalker), che aveva già provato a regalare alla Comi e che aveva in tasca il giorno in cui è stato arrestato, “pizzicato” dagli uomini della Digos di Lecco sul muretto che fa da tribuna del campo sportivo in cui la parlamentare di Forza Italia stava per scendere in campo con la casacca azzurra della Nazionale delle Parlamentari. «Voleva sedurre la Comi, ha forse insistito oltre misura, ma non voleva certo farle del male - le motivazioni con cui Pierpaolo Alegiani, avvocato di Bernardini, chiede la scarcerazione o gli arresti domiciliari per il suo assistito - lei lo aveva ringraziato dei regali e aveva mantenuto l’amicizia su Facebook». Insomma, nessun pentimento.

Non solo, Alegiani nei giorni scorsi ha rivelato alla stampa che l’uomo starebbe riscuotendo un certo successo nel pubblico femminile. Ammiratrici che «telefonano in ufficio e chiedono l’indirizzo del penitenziario di Lecco perché vogliono scrivergli e incontrarlo. Lo trovano bello e sorridente». D’altra parte Lara Comi non si ferma nella sua battaglia: a luglio ha lanciato il blog “La forza delle donne”, per dare voce alle storie delle donne vittime di stalking e di qualsiasi forma di violenza, offrendo loro un supporto morale, psicologico e giuridico attraverso una rete di persone che lavorano in questo ambito.

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