Sabato 28 Giugno 2014

La crisi nerissima

del calcio europeo

Ecco i veri motivi

Balotelli a testa bassa è il simbolo della delusione azzurra

Noi facciamo tragedie dopo l’eliminazione dell’Italia dai mondiali, però nel resto d’Europa lamentano la medesima delusione e nessuno si strappa gli abiti di dosso. L’ultima delusione è venuta dalla Russia, che aveva fatto grandi investimenti perché organizzerà il prossimo mondiale del 2018, strapagando un allenatore come Capello, giudicato tra i migliori in circolazione. Eppure ko anche per loro, per di più contro una squadra non irresistibile come l’Algeria. Forse è meglio accettare la semplice legge dello sport: bravura e caso ti possono far vincere o perdere. Non ci sono altre motivazioni. Il resto è chiacchiera inutile.

Corrado Marchi

Inghilterra, Spagna, Italia, Russia fuori. Avanti i sudamericani e gli africani di Nigeria e Algeria. L’Europa sopravvive con Francia, Svizzera e Grecia. A proposito: gli osservatori più accreditati davano le ultime due come squadrette da eliminazione immediata, la prima come assoluta incognita. Tirare la conclusione che il calcio di questa parte del mondo sia in crisi è eccessivo (guardiamo ai risultati delle squadre di club: inglesi e spagnoli primeggiano), però dire che è sbarcato al mondiale stanco e presuntuoso, è un giudizio presumibilmente vero. La tragedia la faranno i russi, costretti a rifondarsi dopo che pensavano d’averlo già fatto. Capello fallì con l’Inghilterra, ha rifallito stavolta. Prende camionate di soldi e ottiene zero: dovrebbe pensarci chi ne caldeggia la presenza (ma a spese di quale benefattore, con la Federcalcio in bolletta?) alla guida dell’Italia. Il suo addio al Brasile è l’ultima piva nel nostro sacco: peggiore figura non avremmo potuto fare. Perciò, senza eccessi, riconosciamo i grandi difetti nazionali.

Max Lodi

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