Il Sogno tra realtà e magia. Dove risalta l’attore vivo

Il Sogno tra realtà e magia. Dove risalta l’attore vivo

Stasera “Sogno di una notte di mezza estate” al Teatro Openjobmetis di Varese con la regia di Clarissa Pari

Sospeso tra illusione e verità, tra amore e odio, l’incantesimo immortale del “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, con la regia di Clarissa Pari, promette di sorprendere, regalando un’atmosfera onirica e piena di magia.

La celebre commedia “A Midsummer Night’s Dream” andrà in scena mercoledì 7 giugno, alle 20.30, presso il Teatro Openjobmetis, a cura della STCV Scuola Teatrale Anna Bonomi, con danzatrice Silvia Laudiso, in arte Nadir-Ra, della scuola Danza della Dea Madre, in collaborazione con i Lions di Varese, il Comune di Varese, La Fondazione Comunitaria del Varesotto, il quotidiano La Provincia di Varese, l’atelier Kaleydos di Roberta Vanetti e Gieffe Color.

A dirigere la rappresentazione shakespeariana la regista Clarissa Pari, attrice varesina e docente della Scuola Teatrale “Anna Bonomi”.

La giovane direttrice artistica della scuola Roberta Colombo si è occupata delle musiche, della scenografia e dei costumi, insieme all’artista Luca Missoni che ha creato la scenografia “lunare”.

A distanza di oltre quattro secoli dalla morte del più grande drammaturgo inglese (vissuto tra il 1564 e il 1616) i personaggi, tra fiaba e mito, ideati dal Shakespeare nel 1595, continuano ad affascinare con i loro destini intrecciati: l’altezzoso principe di Atene, in procinto di sposare la sua regina delle Amazzoni, quattro giovani innamorati, confusi e tra loro in conflitto. Il gioco teatrale e poetico ricchissimo di equivoci, sberleffi, allusioni e colpi di scena, in cui prende forma uno scenario fantastico, di ineguagliabile potenza evocativa. Shakespeare usa la magia sia per rappresentare il potere quasi soprannaturale dell’amore, simboleggiato dal succo del fiore magico creando un atmosfera in bilico tra reale surreale. La magia delle fate, che crea alcune delle più bizzarre e divertenti situazioni della commedia shakespeariana, è uno degli elementi nell’atmosfera fantastica del Sogno. Quali sono i temi fondamentali del Sogno?

«L’opera fa riflettere sulle contraddizioni fra sogno e realtà, fra illusione e verità, tra rassegnazione e fuga – ci spiega l’attrice e docente di teatro varesina Clarissa Pari che dirigerà lo spettacolo – trovo estremamente geniale l’intreccio shakespeariano, tra mondi che coesistono, il mondo magico delle fate che celebrano la natura con canti e danze, i folletti che si prendono gioco dell’amore, causando confusione con equivoci, errori, formule magiche».

Oltre a fate e folletti, Shakespeare ritrae anche la laboriosità degli artigiani che inscenano la propria commedia: «Gli artigiani, dalle mani callose e vere che cercano di realizzare un sogno e si adattano alle loro condizioni e sono in grado di arrangiarsi con i propri strumenti pur di vivere il sogno del teatro, mettere in scena quest’opera, di teatro nel teatro. Il teatro come sogno e verità».

Come ha vissuto questo lavoro di regia?
«Curare la regia è sempre una grande responsabilità – prosegue Clarissa Pari - perché la regia è un organismo vivente che deve coordinarsi, nel respiro, nel ritmo, in ogni elemento scenico. Dal mio punto di vista è fondamentale che, in primo piano, risalti l’attore e la sua verità, dove lo spettatore può ritrovarsi in se stesso e negli altri, ma l’attore vivo che non si fa sovrastare dagli effetti scenici».

Sullo sfondo regale e misteriosa, infatti, dominerà la scena, notturna e intrigante, la luna, con la sua grazia, grazie alla suggestiva scenografia, curata e creata dall’artista Luca Missoni, che da anni dedica all’unico satellite della terra opere artistiche e installazioni.

La luna simbolo di seduzione e incanto, ma non solo: «La luna è una bellissima scelta di scenografia perché la luna dai più volti si intona bene con il tema dell’illusione e dell’inganno. È una perfetta cornice per un’opera che, seppur divertente, a tratti si prende gioco dell’essere umano. Il dramma di quest’opera è che siamo spesso vittime di manipolazioni, suggestioni, incantesimi».


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