«Insegniamo agli studenti a pensare come europei»

«Insegniamo agli studenti a pensare come europei»

Un progetto tra Varese e Gallarate per rafforzare il pensiero critico dei giovani sul mondo che li circonda

I ragazzi ci parlano dell’Europa: al via laboratori di cittadinanza europea attiva in due istituti della Provincia di Varese: il liceo classico E. Cairoli di Varese e l’ITE-LL Gadda Rosselli di Gallarate. Gli incontri hanno avuto inizio settimana scorsa a Varese con la classe I E sotto la guida della professoressa Marta Balzarini e a Gallarate, con la IV D RIM con la professoressa Alessandra Antonini.

Unione europea e cittadinanza europea: come spiegarla ai più giovani e coinvolgerli nella costruzione del futuro dell’Europa? Quali le opinioni dei futuri protagonisti di questo processo? Per rispondere a questa esigenza sempre più sentita, il centro Europe Direct Lombardia, l’Ufficio di Informazione con i cittadini della Commissione Europea presso Regione Lombardia, ha lanciato un nuova iniziativa. Il progetto, cofinanziato dalla Commissione europea, prevede percorsi laboratoriali gratuiti dedicati a studenti delle classi terze e quarte superiori, che saranno impegnati in una serie di incontri per due mesi.

E poi, grazie ad un incontro istituzionale finale, le due classi diventeranno protagoniste e pioniere del dibattito avviato nell’aprile 2017 dalla Commissione Europea con la pubblicazione del Libro bianco sul Futuro dell’Europa, finalizzato a preparare istituzioni, società civile e cittadini alle prossime elezioni europee del 2019. Il progetto ce lo ha raccontato la responsabile dell’iniziativa, la dottoressa varesina Francesca Capoluongo.

Come si svolgeranno le attività?

L’iniziativa si propone di guidare e motivare i ragazzi verso una cittadinanza europea consapevole, con lavori in piccoli gruppi e discussioni in classe, con attenzione allo sviluppo di capacità critiche verso la raccolta, selezione e interpretazione di informazioni. Potranno sviluppare strumenti per distinguere le opinioni dai fatti, migliorando la consapevolezza di come si costruiscono i giudizi.

Sarà la classica lezione frontale di educazione civica?

Ci sarà pieno coinvolgimento dei ragazzi. Il laboratorio vuole includere gli alunni in una modalità di educazione che li vede protagonisti e non meri ricettori di nozioni. Il mio compito è guidare il lavoro in classe offrendo la possibilità di sviluppare capacità pratiche e di lavoro collegiale spesso carenti nei nostri sistemi di istruzione.

Quale è lo scopo del progetto?

Il fine è quello di stimolare i ragazzi alla riflessione critica, a non accettare nulla come scontato ma interrogarsi sulle proprie opinioni e su quelle altrui. Oggi siamo sottoposti a un costante bombardamento di informazioni, virtualmente potremmo sapere in tempo reale cosa accade in ogni angolo del mondo. Eppure questo non ci ha portati a sviluppare una maggiore consapevolezza, quanto piuttosto ad aumentare confusione indifferenza, verso il mondo. Come l’Unione Europea, enigma che sta sulla bocca di tutti.

Quali gli argomenti affrontati?

Si tratta di temi di attualità, per stimolare l’interesse e il coinvolgimento attivo dei ragazzi nella realtà sociale, politica ed economica. Dalla crisi migratoria all’euroscetticismo, dalla Brexit alle politiche monetarie, dai nazionalismi alla politica estera e al dilemma identitario europeo.

Come è nata questa idea?

Durante i miei primi anni universitari all’Università di Trento ho collaborato con il Centro Europeo di Eccellenza Jean Monnet su un progetto per l’insegnamento dell’UE nelle scuole superiori. Credo che solo con l’educazione al pensiero critico e all’incontro, si possa sviluppare la consapevolezza capace di darci speranza per il futuro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA