«830 euro incassati? No 150 mila». Ma ora il Comune vuole i numeri veri

«830 euro incassati? No 150 mila». Ma ora il Comune vuole i numeri veri

L’ex presidente Buonanno replica ai dati diffusi l’altro ieri sugli introiti del museo

Davvero il Maga ha incassato appena 830 euro dagli ingressi? «Solo la mostra di Missoni ha generato un introito di 150mila euro».

A parlare è l’ormai ex presidente della Fondazione “Silvio Zanella” Giacomo Buonanno. Che smentisce, e di molto, i numeri forniti lunedì dal sindaco Andrea Cassani, contestualmente all’annuncio della nomina di Sandrina Bandera alla guida dell’ente che gestisce il Maga.

Gli oltre 42mila visitatori che hanno ammirato i capolavori di Ottavio Missoni hanno insomma portato nelle casse del Maga 150mila euro e non 830 come dichiarato dal primo cittadino. Anche se in realtà la somma non è rimasta tutta in via De Magri. Il museo ne ha trattenuto il 45%, la stessa quota è andata alla famiglia Missoni, che ha contribuito anche economicamente all’allestimento. Mentre il restante 10% è andato a Rizzoli, che ha curato il catalogo e i rapporti con i media.

«Un fraintendimento»

Il Maga ha dunque incassato 67mila e 500 euro. Ma anche così, si tratta di una cifra ben superiore a quella comunicata da Cassani. Motivo? «Credo ci sia stato un fraintendimento», ipotizza Buonanno, «questi sono dati ufficiali. Forse qualche numero è stato letto male».

Da Palazzo Borghi nessun commento. Anche se trapela il deciso malcontento di Cassani per aver ricevuto dei numeri non corretti. E l’auspicio che i dati reali, sulla base dei quali il Comune dovrà valutare il proprio impegno finanziario nei confronti del museo, arrivino in via Verdi quanto prima.

L’aspetto positivo, per le casse del Maga e del municipio, è che anche quest’anno via De Magri ha chiuso il bilancio con un segno più. L’utile, pagate le tasse, è di poco superiore ai 2.500 euro. Che diventano 80mila una volta aggiunto il valore di alcune opere d’arte che sono state donate al museo.

Tutto bene, quindi? Non proprio. Perché nella sua relazione, il revisore dei conti Guido Senaldi scrive che «permangono significative incertezze in merito alla continuità aziendale per la difficoltà di copertura costi ordinari ed in particolare per l’onerosità dei costi per le utenze (energia elettrica e riscaldamento) e del costo del personale».

«Scelta tardiva»

Numeri a parte, Buonanno saluta con favore la nomina del suo successore. «Bandera è una persona squisita, competente e capace», afferma l’ex presidente della “Silvio Zanella”, «soprattutto è da sempre vicina al museo. Avendo fatto parte del comitato tecnico-scientifico ha seguito l’evoluzione del Maga ed è sempre stata presente».

Alla neo nominata numero uno di via De Magri arrivano anche gli auguri della Lega civica, che solo qualche giorno fa chiedeva il commissariamento della Fondazione visto che il sindaco non aveva ancora scelto un presidente. «Finalmente il sindaco si è deciso a scegliere. Ed ha scelto una persona che già collaborava con il Maga», si legge infatti in una nota, «peccato quindi che Cassani abbia atteso sei mesi, sprecando tempo prezioso, visto che la scelta era a portata di mano». E sempre al capo dell’esecutivo di centrodestra i civici chiedono «garanzie rispetto ai fondi che l’attuale amministrazione intende mettere a disposizione del Maga, visto che al momento non si conoscono decisioni in merito». Per assumere le quali, però, Cassani avrà bisogno che da via De Magri arrivino i numeri corretti.


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