Addio alle case fantasma. Questa volta per sempre
Niente più “scheletri” nelle aree delocalizzate

Addio alle case fantasma. Questa volta per sempre

Sì della Regione al bando: da luglio ruspe in azione a Ferno, Somma e Lonate

Addio alle case delocalizzate, stavolta davvero. E in via definitiva. L’annuncio arriva direttamente da Regione Lombardia, che proprio ieri ha pubblicato il bando per assegnare i lavori di abbattimento di circa 100 immobili sparsi nei Comuni di Ferno, Somma Lombardo e Lonate Pozzolo. Le ultime cosiddette 2case fantasma” ad essere rimaste in piedi nell’area adiacente alla zona aeroportuale giudicata non più abitabile anni fa a causa dell’inquinamento acustico.

La “fase due”

«È iniziata ufficialmente la fase due - dichiara con soddisfazione l’assessore regionale al terrtirio, Urbanistica Difesa del Suolo e Città Metropolitana Viviana Beccalossi - Una promessa mantenuta grazie all’impegno, preso dal presidente Maroni, di cancellare questi quartieri in preda al degrado e spesso occupati abusivamente». Una piaga per la quale il nostro territorio non ha certo bisogno di spiegazioni.

I soldi per l’operazione ci sono: 3,9 milioni provenienti dal Fondo di Rotazione Malpensa. Le tempistiche da rispettare, pure: prima ruspe in azione a metà luglio per vedere completata l’opera entro la fine dell’anno. Il futuro, anche: opere di mitigazione e compensazione richieste. «Come già avvenuto per la prima fase di demolizione - conferma Beccalossi - anche per questa seconda parte le aree saranno ripristinate a verde». A lavori conlusi, perciò, «si potrà quindi considerare realizzato l’obiettivo dell’Accordo di Programma Quadro Malpensa - ribadisce l’assessore - che prevedeva sia interventi di insonorizzazione degli edifici pubblici, sia la delocalizzazione dei residenti nelle vicinanze dell’aeroporto con la qualificazione ambientale delle aree, raggiunta grazie all’abbattimento degli immobili».

Dal 2015

Si chiude così un processo iniziato nel 2015, quando vennero abbattute le prime abitazioni lasciate vuote dai residenti ai quali era stato acquistato un altro immobile da parte del patrimonio pubblico.

Si chiude così, si spera, definitivamente anche un capitolo quanto mai complesso per i Comuni interessati, alle prese con stabili spesso occupati, spesso fatiscenti, spesso inutili e basta. Si chiude così una ferita. Sperando che sia l’ultima.n


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