Arcivescovo Delpini, il gran giorno è arrivato: «Gli immigrati? Necessari in molti settori»
Oggi in tutte le Messe si pregherà per il «nostro Vescovo Mario»

Arcivescovo Delpini, il gran giorno è arrivato: «Gli immigrati? Necessari in molti settori»

Oggi prenderà possesso della Diocesi di Milano. E intanto a Radio Vaticana rilascia già parole importanti

JERAGO CON ORAGO - Da oggi in tutte le Messe si pregherà per «il nostro Vescovo Mario». Lo jeraghese monsignor Mario Delpini prenderà formalmente possesso della Diocesi più grande del mondo questa mattina in Duomo.

Già sorprende con le sue dichiarazioni in un’intervista a Radio Vaticana, in cui invoca una svolta sulla gestione dell’emergenza profughi: «Bisogna trovare un altro modo di affrontare la questione». Con la concretezza e il buonsenso che gli sono riconosciuti, il neo-Arcivescovo alla vigilia della presa di possesso dell’incarico non si tira indietro dall’affrontare la questione che più di tutte oggi fa discutere.

«Presenza imprescindibile»

Monsignor Delpini alla Radio Vaticana parla dell’immigrazione come di «una problematica complessa perché è in atto la tendenza a fare di ogni erba un fascio» e ricorda che «a Milano gli immigrati ci sono da decenni, lavorano, sono una presenza necessaria in alcuni settori, credo che non potremmo fare a meno di loro. Forse l’intera società milanese si sgonfierebbe se non ci fossero persone di altri Paesi».

«Soluzioni persuasive»

Ma aggiunge anche che «il capitolo dell’immigrazione in questo momento mi pare estremamente confuso con l’altro capitolo che è quello dei profughi. A me sembra che siano capitoli molto diversi». Ed è qui, sul tema dei profughi, che le parole di Delpini sono forti: «Forse - sottolinea l’Arcivescovo - bisognerebbe proprio trovare un altro modo di affrontare la questione rispetto a quella che si sta attuando adesso, senza l’animosità e le paure che, del resto, pure sono inevitabili».

Don Mario auspica non solo «una modalità più pacata» ma anche «soluzioni più persuasive», ammettendo che non gli «sembrano tanto convincenti queste soluzioni di emergenza che lasciano troppe energie inutilizzate, che investono molti soldi in un’opera che non mi sembra sia capace di affrontare la questione in modo promettente».

La cerimonia

La presa di possesso effettiva dell’incarico conferitogli dal Santo Padre avverrà stamattina alle 9, in una cerimonia che si terrà nel Duomo di Milano, proprio dove ieri sera il suo predecessore, il Cardinale Angelo Scola, ha celebrato Messa per l’ultima volta da Arcivescovo.

Una cerimonia riservata, per la celebrazione dell’Ora terza, alla quale saranno presenti i Vescovi ausiliari, gli Ordinari diocesani, il Capitolo Metropolitano e una rappresentanza di fedeli: la celebrazione sarà trasmessa in diretta da Chiesa Tv (canale 195) e in streaming sul sito della Diocesi www.chiesadimilano.it.

Come previsto dal diritto canonico, l’atto si svolgerà per procura, alla presenza di monsignor Erminio De Scalzi, vescovo ausiliare emerito. Da quel momento, monsignor Delpini sarà a tutti gli effetti il nuovo Arcivescovo di Milano, in sostituzione dello stesso Scola, e in ogni celebrazione eucaristica della Diocesi, già dalle Messe prefestive di questa sera, i sacerdoti citeranno il suo nome nelle intenzioni di preghiera al fianco di quello di Papa Francesco, con la modalità indicata dallo stesso Delpini: «il nostro Vescovo Mario».

Il primo atto ufficiale da Arcivescovo di Milano di monsignor Delpini si terrà già questa mattina alle 10.30, celebrando Messa nella Basilica di sant’Ambrogio, retta dal suo vecchio compagno di studi e di docenze in seminario, l’ex parroco della Kolbe di Varese Monsignor Carlo Faccendini. Per l’ingresso ufficiale “con concorso di clero e popolo” si dovrà aspettare sabato 24 settembre, sempre in Duomo.


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