Dopo i drammi: «Il semaforo a chiamata una priorità»
Via monte san martino, a Gallarate (Foto by archivio)

Dopo i drammi: «Il semaforo a chiamata una priorità»

Due incidenti mortali in pochi mesi: in via san Martino a Gallarate urge cambiare

La messa in sicurezza di via Monte San Martino diventa una priorità. Dopo il secondo incidente mortale nel giro di pochi mesi, l’assessore ai Lavori pubblici Paolo Bonicalzi promette: «qualcosa va fatto».
L’auspicio è che l’impegno dell’esponente dell’esecutivo di centrodestra non resti lettera morta come quello del suo predecessore Danilo Barban. Il quale, nello scorso gennaio, promise l’installazione di un semaforo a chiamata pedonale lungo le strisce poste all’altezza del cimitero di Crenna.
Lanterna che però non si è mai vista. Una promessa, quella dell’ex assessore, arrivata pochi giorni dopo il decesso di Marco Limido, 35enne crennese travolto e ucciso proprio sulle strisce pedonali. Era la sera del 13 gennaio quando il giovane si stava dirigendo verso il camposanto.

La dinamica

Un’auto proveniente da Besnate, subito dopo l’uscita dalla rotonda, lo travolse. Nonostante l’intervento dei medici del 118 Marcolone, come lo chiamavano tutti a Crenna, è spirato pochi giorni dopo all’ospedale di Circolo di Varese.
Una scena che, seppur spostata di qualche decina di metri, si è riproposta anche domenica pomeriggio. Protagonista, suo malgrado, questa volta una donna, la 79enne Olga Baù. Anche lei diretta al cimitero, anche lei travolta sulle strisce pedonali. Questa volta da un furgone, proveniente sempre da Besnate.

È dal 2014, come ha comunicato la Polizia locale nel corso dell’ultima celebrazione in onore di San Sebastiano, che la città di Gallarate piange ogni anno due persone rimaste vittima della strada. E quest’anno entrambe hanno trovato la morte sulla stessa via, a poche decine di metri l’una dall’altra.
Quando in campagna elettorale la Provincia di Varese chiese ai candidati sindaco quale fosse il tratto più pericoloso, gli occhi di molti si concentrarono su via Carlo Noè. Ora però è bene che la politica si concentri su questa strada che passa a tra l’abitato di Crenna e i boschi del Parco del Ticino.
«Non sapevo del progetto del semaforo», spiegava ieri Bonicalzi, «a questo punto lo valuteremo». Molto è già stato fatto per rendere più sicura via Monte San Martino. Una decina d’anni fa, assessore a Villa Recalcati era l’attuale consigliere comunale Aldo Simeoni (FI), la Provincia di Varese realizzò un paio di rotonde e una pista ciclabile.
La vecchia giunta di centrosinistra ha realizzato alcuni attraversamenti pedonali protetti, con un’isola salvagente a cavallo delle due corsie.
Ma sul lato della strada che corre lungo le propaggini dell’abitato di Crenna manca completamente il marciapiede. E così o si attraversa o si cammina lungo il ciglio della strada.

«Alla luce di questi drammatici avvenimenti dobbiamo introdurre tutte le misure possibili per mettere in sicurezza l’attraversamento pedonale», l’impegno di Bonicalzi, «dovremo trovarci con i tecnici e valutare come intervenire».
L’auspicio, dei crennesi e non solo, è che queste parole non restino lettera morta.


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