Il partito attorno al Mullah: «Vicenda solo personale»

Il partito attorno al Mullah: «Vicenda solo personale»

Forza Italia e la condanna a Caianiello: «Si autosospese tempo fa». Ma la sinistra insorge

GALLARATE - La condanna a Nino Caianiello diventa un “caso” politico. Ma Forza Italia è compatta attorno al suo esponente di spicco: «Gli chiediamo di continuare ad offrire il suo contributo ed esperienza politica» annunciano i vertici azzurri, in primis Lara Comi e Luca Marsico.

Una risposta, indiretta, a chi, come il Pd e Si a Gallarate, invoca «discontinuità» rispetto alla figura del “Mullah”. «Fin dai tempi dell’avviso di garanzia, Nino Caianiello si è autosospeso dal partito e, in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza della Cassazione, il coordinamento provinciale tutto - scrivono in una nota la numero uno azzurra in provincia di Varese Lara Comi e il suo vicario Luca Marsico, esprimendo vicinanza e solidarietà umana e politica - chiede a Nino di continuare ad offrire il suo contributo ed esperienza politica. La vicenda che lo ha visto coinvolto è personale e non interessa in alcun modo né il partito né l’attività svolta, per la quale Nino ha sempre agito seguendo esclusivamente quanto stabilito, di volta in volta, dal coordinamento provinciale di Varese».

«Questione morale»

Comi e Marsico sottolineano come «l’esperienza e le capacità di Nino, riconosciute anche dagli avversari politici», siano sempre state «messe al servizio del coordinamento provinciale, per cui ha sempre operato con passione e non percependo alcun compenso né, tantomeno, alcun rimborso spese».

Il Pd di Gallarate, nel commentare la sentenza della Cassazione, parla apertamente di «questione morale», ricordando che «dall’altroieri la presunzione di innocenza non c’è più, c’è solo una sentenza di condanna per una tangente a Gallarate. Un fatto, come lo è che Caianiello sia ancora di recente indicato come figura centrale e forte di Forza Italia, a Gallarate e nell’intera provincia di Varese. Salvo il rispetto che ogni persona, anche se condannata, merita sempre, crediamo sia necessario che la politica gallaratese si interroghi in profondità su questa vicenda. Dal lato politico: da Forza Italia ci attendiamo atti di discontinuità per un forte e netto rinnovamento. In caso contrario il segnale dato ad una cittadinanza che chiede e merita onestà e trasparenza sarebbe come minimo preoccupante».

«Speculazione forcaiola»

Un messaggio anche per il sindaco Andrea Cassani, a cui il Pd chiede di «vigilare costantemente, ricordandogli gli impegni presi in campagna elettorale sulla lotta alla corruzione: sarebbe il caso di iniziare a mantenerne qualcuno per evitare che possano ripetersi altri episodi gravissimi nella nostra città».

Alla richiesta di discontinuità risponde a chiare lettere il commissario di Forza Italia Alberto Bilardo: «Vogliono fare speculazione forcaiola. Non vedo cosa centri questa vicenda con l’amministrazione Cassani: se il Pd a livello locale ha gli stessi problemi di “nemesi” che quello nazionale ha nei confronti di Berlusconi, se la veda direttamente con lui». Nel dibattito s’inserisce anche Sinistra Italiana di Gallarate: «Fi e Lega, che fino all’altroieri ripetevano di dovere e volere aspettare la Cassazione, prendano atto del lavoro della magistratura».


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