Jerago pronta ad abbracciare il suo arcivescovo. «Che orgoglio»
Monsignor Mario Delpini succederà a Scola come arcivescovo di Milano

Jerago pronta ad abbracciare il suo arcivescovo. «Che orgoglio»

Oggi don Mario Delpini in paese per la festa a monsignor Panfili

JERAGO CON ORAGO - Grande festa oggi a Jerago: monsignor Mario Delpini torna “a casa” fresco di nomina ad Arcivescovo di Milano. «Non ce l’aspettavamo. Ma è una bella soddisfazione per tutti». Parola del fratello di don Mario, Franco Delpini, ex preside della scuola media.

Anche i familiari sono rimasti sorpresi e felici della scelta comunicata venerdì mattina dal cardinale Angelo Scola. Nemmeno loro avevano immaginato che quelle voci che si rincorrevano da tempo potessero avverarsi: «Nessuno se lo aspettava, nemmeno don Mario» ammette Franco Delpini, riferendosi alle prime parole spese pubblicamente dal neo-arcivescovo, che mostravano chiaramente incredulità nel fatto di essere stato scelto per il soglio di Sant’Ambrogio. «Siamo contenti per lui, è una bella cosa, una soddisfazione importante per tutti. Non l’ho ancora sentito, ma se viene a Jerago per la Messa dei 50 anni di ordinazione di monsignor Fausto Panfili faremo una doppia festa».

Un condizionale da togliere. Nonostante la novità della nomina ad arcivescovo, don Mario Delpini ha confermato la sua presenza prevista per questa mattina in chiesa parrocchiale a Jerago, alle 10,15. Una festa per la sua famiglia, visto che si celebra l’anniversario di sacerdozio del fratello del cognato Gabriele Panfili, storico fondatore del Gruppo della “Pasion dul Signur”, scomparso quattro anni fa, anche con l’inaugurazione dell’edicola votiva della Madonna del Granello di via Cavour, un dipinto ispirato dallo stesso Gabriele Panfili.

È chiaro che gli occhi stamattina saranno tutti per don Mario, la cui nomina inorgoglisce non poco la piccola comunità di Jerago con Orago, poco più di cinquemila abitanti. «Siamo sempre stati fieri di lui come sacerdote, come vescovo, come Vicario - fa sapere il parroco di Jerago don Remo Ciapparella - oggi siamo ancora più orgogliosi, anche se sappiamo che avrà meno tempo libero e dunque meno occasioni di stare con noi. Oggi avremo l’occasione di assicurargli che pregheremo per lui».

Del successore di Scola don Remo ricorda «l’umanità e l’equilibrio, caratteristiche che gli consentono di essere sempre puntuale nell’esposizione della Parola di Dio, inserendola nella vita quotidiana delle persone». Come quando in un’omelia, aggiunge il parroco, «ha raccontato l’esempio di sua mamma, Rosa, che pedalava per Jerago in bicicletta con le ruote sgonfie e gli raccomandava di essere sempre ordinato. Questa, e tante altre sue intuizioni, lo rendono capace di instaurare rapidamente un rapporto di simpatia con chi lo ascolta».


© RIPRODUZIONE RISERVATA