Jerago, storia di un Comune virtuoso  «Mani legate? Guardate quante opere»
Giorgio Ginelli sindaco di Jerago con Orago, “Comune Virtuoso” (Foto by Archivio)

Jerago, storia di un Comune virtuoso

«Mani legate? Guardate quante opere»

Intervista al sindaco Giorgio Ginelli: «Abbiamo costruito una macchina comunale efficiente e al servizio dei cittadini»

«Virtuosi, sì. Ma senza rinunciare alle opere e dando una visione al paese». L’esempio di Jerago con Orago nelle parole del sindaco Giorgio Ginelli, che veleggia verso la conclusione del secondo mandato (tra un anno e qualche mese) e preannuncia un 2017 di “raccolta dei frutti” con i festeggiamenti per i 110 anni del Comune, che culmineranno con l’attesissima inaugurazione della nuova piscina.

Fresco di certificazione come “Comune virtuoso”, quinto in provincia per l’indice di virtuosità regionale, che tiene conto capacità di programmazione, investimenti, indebitamento, tempi di pagamento. Il segreto? «La capacità di mettere le tasse giuste e di farle pagare ai cittadini. Una macchina comunale efficace ed efficiente e al servizio dei cittadini. Paghiamo mediamente a dieci giorni, abbiamo instaurato un rapporto di fiducia con i fornitori, come succede nel privato sano. Così il paese cresce, perché vengono fatti gli investimenti che servono».

Nonostante le ristrettezze?


«Abbiamo rimesso a posto le scuole, ormai dei gioielli, rifacendo gli impianti di riscaldamento all’insegna dell’efficienza energetica e del risparmio. Abbiamo asfaltato le strade, biglietto da visita del paese: quest’anno stanziamo 225 mila euro dopo i 300mila dell’anno scorso, non poco per Jerago con Orago. E stiamo rivisitando l’illuminazione, con lampioni a led e una 40ina di punti luce in più, ad esempio in via Manzoni che era sprovvista. Un’operazione, quest’ultima, che abbatterà la bolletta energetica di circa il 30%, liberando risorse dalla spesa corrente da utilizzare per altri servizi».

Sfatiamo il mito che i sindaci sono con le mani legate?

«Ce la si può fare. Io sto raccogliendo i frutti di sacrifici per ottemperare il patto di stabilità che negli ultimi anni sono costati. Ma cogliendo le opportunità, dagli spazi che concedono lo Stato e la Regione sul patto, ai bandi, come quello del Distretto del commercio che ci ha permesso di abbattere del 50% i costi delle luminarie natalizie, fino alla collaborazione sovracomunale, aspetto a cui tengo molto, da consigliere provinciale e presidente dell’assemblea dei soci del Coinger. È un’attività intensa che impegna gran parte della giornata».

La continuità è la chiave?

«Quando le risorse sono poche le sfide si fanno più impegnative: serve una classe dirigente preparata, con una visione. Anche in continuità: la mia è la prima amministrazione di lungo respiro dagli anni ‘80. Abbiamo ancora molto da dare al nostro paese, con un ricambio generazionale che vive dello spirito e degli obiettivi che abbiamo messo in questi anni».

Lascerà in eredità la piscina?

«Non solo: l’inaugurazione della “palestra in acqua Cele Daccò”, a settembre, sarà il culmine dei festeggiamenti per i 110 anni del nostro Comune. Sobri: sono andati i tempi delle spese di rappresentanza».


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