Via Crucis e Sacra Spina. Un venerdì di fede
Il parroco don Gabriele Gioia porge ai fedeli la Sacra Spina da baciare

Via Crucis e Sacra Spina. Un venerdì di fede

Cassano Magnago - La parrocchia ha celebrato la coincidenza tra Annunciazione e venerdì santo

CASSANO MAGNAGO - È stato un momento di straordinaria devozione verso la Sacra Spina quello che, l’altra sera, ha concluso la Via Crucis cittadina: una folla di fedeli si è incolonnata per baciare la reliquia della Passione, trasportata in San Giulio dalla chiesa di Santa Maria del Cerro, dov’è custodita da secoli. La scelta di chiudere il rito con l’omaggio al frammento della corona di Cristo si spiega con la rara coincidenza tra il venerdì santo e il 25 marzo, festa dell’Annunciazione: una convergenza in occasione della quale sono oggetto di particolare venerazione le sacre spine diffuse in Italia e nel mondo. Alcune, come quella di Andria, fioriscono o sanguinano proprio in questa circostanza: anche se non si hanno notizie di fenomeni simili riguardanti la reliquia di Santa Maria, unica nel Varesotto, il suo carattere prodigioso non è in discussione. Al prezioso frammento è attribuito un miracolo risalente al 1792, quando un’estate di siccità spinse i parroci della zona a organizzare una novena in onore della Sacra Spina per invocare la pioggia: l’iniziativa, però, non convinse il parroco della vicina Santo Stefano. La preghiera fu ascoltata: l’acqua cadde a Cassano e nei dintorni, tranne che nel piccolo paese confinante, punito per la poca fede del suo pastore. La reliquia è venerata dal 1570. Fu in quell’anno, infatti, che san Carlo Borromeo ritrovò nel castello cassanese la Sacra Spina, che Princivalle Visconti aveva portato qui da Colonia. Il santo arcivescovo invitò i Visconti a donarla alla parrocchia: nacque così un culto ancor oggi vivo, come dimostra la grande partecipazione popolare alla processione che, ogni prima domenica di maggio, porta la reliquia per le vie di Soiano . La stessa devozione si è espressa l’altra sera. Annunciazione e venerdì santo: una sincronia che non si ripeterà più per 141 anni. La circostanza è stata sottolineata dal parroco don Gabriele Gioia al termine della Via Crucis: «Questa coincidenza dice che Gesù nasce per donare la sua vita. Nasciamo per amare e viviamo per amare: siamo chiamati a testimoniare che la vita è dono».


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